A Londra e all’Aja, enormi dimostrazioni per la Palestina, contro i governi complici del massacro sionista

Sabato 17 a Londra, di nuovo – dopo mesi di calo della partecipazione – un’enorme manifestazione di 500.000 persone in ricordo della Nakba e per protestare contro il massacro in corso in Palestina. La mostruosa ferocia dell’azione genocida e dell’uso della fame come arma di guerra da parte dell’esercito sionista ha dato sicuramente una spinta a questa dimostrazione. Ma ha agito in questo stesso senso anche la rabbia contro la politica del governo Starmer, che è di complicità strutturale con lo stato di Israele – ennesima dimostrazione di quanto sia stato errato e bancarottiero in passato, e tanto più lo sia oggi, dare un qualsiasi credito al laburismo come fattore “progressista” o, addirittura, “anti-imperialista”.

La composizione della manifestazione rispecchiava la presenza multinazionale e multiculturale della metropoli londinese, nella quale il 35% della popolazione è di origini immigrate; era molto consistente anche la presenza di giovani, lavoratori, lavoratrici, famiglie britanniche bianche. La sola presenza un po’ sottotono, rispetto alla grande riuscita della manifestazione, era quella delle Trade Unions: c’erano sì sezioni sindacali, ma non si può dire fossero in gran numero.

Nel Regno Unito la Campagna di solidarietà con la Palestina si prefigge di imporre la fine delle forniture di armi e delle relazioni commerciali del Regno Unito con lo stato sionista – obiettivo che appare ancora molto lontano da raggiungere. Sicché uno dei momenti più intensi della manifestazione è stato quello registrato nel video che qui sotto riportiamo – che rispecchia una forte iniziativa dal basso.

Il Co-operative Group, una delle più grandi cooperative di consumatori del Regno Unito, ha votato a larga maggioranza a favore di una mozione per porre fine a tutti gli scambi commerciali con Israele, con circa il 73% dei voti favorevoli durante l’Assemblea Generale Annuale dell’organizzazione.

La mozione esortava il consiglio di amministrazione a dimostrare “coraggio morale e leadership” rimuovendo tutti i prodotti israeliani dagli scaffali dei negozi Co-op. Questo alla luce delle indicibili atrocità perpetrate dall’occupazione israeliana contro civili innocenti a Gaza negli ultimi 19 mesi.

Dalla pagina facebook di Bruno Pagnanelli (su segnalazione della compagna Letizia)

Ieri, oltre 100.000 cittadini olandesi hanno formato una linea rossa all’Aja per protestare contro la violenza a Gaza e la posizione del governo olandese sui crimini di guerra di Israele. Il Primo Ministro Schoof si rifiuta di tracciare una linea rossa? Il popolo l’ha tracciata da solo.

Ah dimenticavo: ne avete sentito parlare in tv? E il giorno prima, han detto qualcosa della manifestazione a Londra?