Comprendere la crisi dell’imperialismo – Alex Callinicos (SWP)

Proseguendo nella presentazione di materiali prodotti dalle organizzazioni che saranno presenti alla Conferenza internazionalista di Napoli del 14-15 giugno prossimi, mettiamo oggi in rete uno scritto del gennaio 2025 di Alex Callinicos (SWP) sulla crisi dell’imperialismo. Si tratta di un’analisi puntuale e molto articolata delle contraddizioni del capitalismo globale contemporaneo, e delle sue tendenze di fondo, che costituisce un valido contributo ai lavori della Conferenza. Esprimiamo solo due riserve, tra

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Prendere Trump sul serio #3 – la guerra agli immigrati (podcast)

Questo nuovo podcast sulle politiche del Trump 2.0 è dedicato alla guerra contro gli immigrati – una sfida lanciata a tutta la classe lavoratrice, statunitense e internazionale. Quali sono le ragioni di questa guerra? In questa puntata ne parliamo con Pietro Basso, redattore del Pungolo rosso, che ha studiato a lungo i movimenti migratori, le politiche migratorie, il razzismo di stato, dottrinale e popolare, e curato il n. 3 della rivista

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Il muro del silenzio (sul genocidio di Gaza) è veramente crollato? – GPI

Ieri a Roma il centro-sinistra ha organizzato una manifestazione riuscita, forse, oltre le previsioni degli organizzatori (lasciamo perdere, ovviamente, la cifra di 300.000 partecipanti). Di essa abbiamo già parlato, in relazione ai suoi promotori, e non ci ritorniamo su – ciò che hanno detto in piazza conferma pienamente quello che abbiamo scritto (*). Anche dopo questa manifestazione, il muro del silenzio non è realmente crollato. E le domande di fondo restano

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Lotta internazionalista contro le rivalità inter-capitalistiche e l’economia di guerra – Liberazione comunista (Grecia)

Una delle organizzazioni promotrici della Conferenza internazionalista di Napoli del 14-15 giugno prossimi è Liberazione comunista, un’organizzazione basata in Grecia, nata pochi mesi fa dallo scioglimento del NAR. Ne traduciamo qui un testo molto recente, che inquadra l’evoluzione della situazione economica, politica e militare internazionale in termini vicini, tanto nell’analisi quanto – anche – nella fissazione delle discriminanti politiche generali, a quelli espressi su questo sito. Abbiamo incontrato qualche difficoltà

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Los Angeles: una prima rivolta contro la caccia di Trump agli immigrati. Avanti così!

Da due giorni non solo la cittadina di Paramount, 54.000 abitanti, all’80-90% immigrati, situata nel circondario di Los Angeles, ma l’intera metropoli californiana è in subbuglio per una prima rivolta contro la brutale caccia federale agli immigrati “clandestini” scatenata dalla banda di Trump insediatasi a gennaio scorso, per la seconda volta, alla Casa Bianca. Trump stesso ha consacrato l’importanza nazionale di questa rivolta scrivendo su “Truth”: “Se il governatore della California

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Mobilitiamoci contro il memorandum d’intesa militare Italia-Israele – Peacelink

Più di un nostro lettore, più di una nostra lettrice, ci hanno chiesto come mai noi, così impegnati nella solidarietà alla Palestina, non abbiamo dato adeguato risalto, anche soltanto notizia, di questa iniziativa che viene dall’area pacifista. Non abbiano alcuna difficoltà a darne notizia, ovviamente. Perché l’embargo delle forniture di armi italiane ad Israele è ciò per cui ci siamo battuti nelle piazze dall’8 ottobre 2023 (in realtà, da molto

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La cosiddetta sinistra scopre il genocidio a Gaza (pardon, il massacro!)

Ha aperto le danze Mattarella che dopo due anni si è accorto della disumanità di ciò che accade in Palestina. Anche in questo caso le fintopposizioni contribuiscono a creare attorno alla sua figura un’aura di nobiltà, di savia imparzialità dietro la quale si nasconde il suo contrario: l’ipocrisia di stato, parziale e faziosa. Vi si aggrega subito il PD insieme alle sue alette implumi e Bonelli che, dimentico degli insulti

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Il suicidio dell’Ucraina – da viva e da morta

I media e i governi europei sono in tripudio per l’attacco ucraino (e NATO) che, andando per migliaia di chilometri in profondità nel territorio russo, ha colpito le basi dei caccia bombardieri strategici russi distruggendone un numero imprecisato (prima 41, poi 12 per la propaganda di guerra ucraina, 3 per quella russa). Per la Russia il colpo è comunque molto duro – e lo è anche per le teste di legno che

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Cina-Israele: ai nostri critici rispondiamo con i dati di fatto, più duri delle loro teste.

Il nostro pezzo sul solenne comunicato del ministro degli esteri della Cina che chiede la fine del massacro a Gaza, ha provocato una raffica di reazioni polemiche, spesso violente. Ne scegliamo due che, messe assieme, forse condensano gli “argomenti”, se argomenti si possono chiamare, scagliati contro la nostra interpretazione di quel comunicato, e contro la nostra analisi dei rapporti tra la Cina di oggi e lo stato e l’economia sionisti. Vediamo

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Quali paesi commerciano di più con Israele? Ai primi posti Stati Uniti e Cina (alla pari), Germania, Italia, Russia (fonte: al-Jazeera)

Hanno suscitato polemiche due nostri recenti post: nel primo si metteva in luce, dati alla mano, che dietro i coloni sionisti e nel funzionamento del porto di Haifa, essenziale per il genocidio, c’è anche la Cina. Nel secondo si metteva in luce, dati alla mano, che i paesi Brics+ hanno un ruolo fondamentale nel sostegno al funzionamento dell’economia israeliana. Un sostegno che è vitale perché la guerra di sterminio non si fa solo con

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