
Ci arrivano da Gaza infuocate denunce dello scempio della vita dei palestinesi, della città di Gaza, dell’ambiente della Striscia, che l’esercito dello stato sionista sta compiendo con l’entusiastica approvazione dei gangster della Casa Bianca e con l’attiva o passiva complicità di tutti gli altri stati e governi – in prima fila il luridissimo governo Meloni, sporco del sangue palestinese, come di quello che si sta versando a fiumi in Ucraina, in Congo, in Sudan, e che ci si prepara a versare di nuovo anche nei Balcani.
Ecco una di queste denunce (di ieri 18 settembre):
“Genocidio in corso, senza un quadro completo di ciò che sta accadendo a Gaza. Punti salienti della notte:
– L’occupazione israeliana ha continuato la sua guerra genocida a Gaza, intensificando la sua aggressione nei quartieri di Gaza City in mezzo a interruzioni di internet in molte aree per bloccare la visione completa della realtà.
– La notte di Gaza si trasforma in giorno a causa delle numerose esplosioni e demolizioni effettuate dai veicoli corazzati leggeri usati dall’occupazione per distruggere le infrastrutture e ridurre in macerie il maggior numero possibile di edifici.
– L’occupazione ha intensificato le operazioni di demolizione questa notte nel nord-ovest di Gaza City, intorno alle torri di intelligence e ad Al-Maqousi.
– L’occupazione cerca di sfollare le persone dalla loro città, ma tutta Gaza non ha un luogo sicuro, poiché l’aviazione e l’artiglieria dell’occupazione bombardano tutto.
– Nel campo di Al-Bureij, un numero di palestinesi è stato martirizzato e ferito a seguito del bombardamento da parte degli aerei dell’occupazione di una casa appartenente alla famiglia Abu Khair vicino alla rotonda di Abu Al-Rous nel mezzo della Striscia di Gaza.
– Gaza è assediata, affamata, sanguina quotidianamente ed è stata oscurata dal dolore per due anni, senza alcuna azione seria, chiara da parte di arabi, musulmani o del mondo per fermare questo genocidio furioso.”
Ci arrivano, però, nello stesso tempo, orgogliosi messaggi di resistenza alle forze di occupazione e di sterminio sioniste, che hanno avuto finora 20.000 feriti (cifra ormai ufficiale) e un numero tenuto segreto, ma alto, di morti, più alto che in ogni altra delle infinite guerre scatenate da Israele nel Medio Oriente o in Asia occidentale che dir si voglia. Ecco uno di questi messaggi (anch’esso di ieri, 18 settembre), viene dalle Brigate Izz ad-Din al-Qassam:
“Diciamo alla leadership militare e politica del nemico: Gaza non sarà un bersaglio facile per il vostro esercito tremante. Non ti temiamo e siamo pronti a mandare le anime dei tuoi soldati all’inferno. Abbiamo preparato per voi un esercito di martiri e migliaia di imboscate e ordigni esplosivi. Gaza sarà un cimitero per i vostri soldati.
“Stai entrando in una dura guerra di logoramento che ti costerà ulteriori vittime e prigionieri. Abbiamo addestrato i nostri Mujaheddin a piazzare ordigni esplosivi all’interno delle cabine dei vostri veicoli. I vostri bulldozer saranno anche obiettivi primari per i nostri Mujaheddin e un motivo per aumentare il nostro numero di prigionieri.
“I vostri prigionieri sono sparsi nei quartieri di Gaza City, e non risparmieremo loro la vita finché Netanyahu avrà deciso di ucciderli. Avviare ed espandere questa operazione criminale significa che non recupererai un solo prigioniero, né morto né vivo, e il loro destino sarà lo stesso di quello di Ron Arad.
È un jihad della vittoria o del martirio.”
Ma sarebbe riduttivo identificare la straordinaria resistenza dei palestinesi di Gaza e dell’intero popolo palestinese con la sola resistenza armata. Oggi le squallide radio-tv italiane davano notizia del tentativo del governo Netanyahu di insediare a Gaza una propria gang di palestinesi traditori per farne il punto di riferimento per le masse di persone forzate dagli incessanti bombardamenti a vagare di continuo in questo territorio devastato, con la promessa di distribuire cibo. Senonché in due anni di feroci massacri che hanno colpito soprattutto donne e bambini, di cinico uso della carestia che ha provocato tormenti senza fine, i killer sionisti non sono riusciti a dividere queste genti, né tanto meno a scagliarle le une contro le altre. Le loro grida di aiuto rivolte a tutto il mondo sono sempre cariche di rabbia e di dignità. E questo sta dando al mondo intero la misura della consistenza e della forza della resistenza popolare.
Ed ecco perché, mentre finalmente vediamo oggi – con grande soddisfazione – scioperare e manifestare decine di migliaia di lavoratori della CGIL per Gaza, era ora!, non ci resta che ribadire quanto già detto nei giorni scorsi:
Facciamo delle giornate del 20 e 22 settembre forti giornate di lotta in quante più città e su quanti più porti e strutture della logistica possibile, anche in vista della grande manifestazione lanciata dalle organizzazioni palestinesi a Roma il prossimo 4 ottobre, terza ricorrenza della rottura dell’assedio di Gaza da parte delle forze della indomita resistenza palestinese.
Blocchiamo i porti e logistica di guerra!
Fermiamo il genocidio dei palestinesi! Condanna senza appello del governo Meloni, complice del genocidio!
Per Gaza, per il popolo palestinese, per la Palestina libera dal fiume al mare, con la Global Sumud Flotilla!
Costruiamo un fronte internazionalista di classe, capace di dare battaglia ovunque al capitalismo, ai suoi orrori, alle sue guerre!