
Sabato 28, su iniziativa della TIR e della Rete Libere/i di lottare contro stato di polizia e di guerra si sono tenuti presidi e spezzoni di corteo contro tutte le guerre del capitale a Torino, Venezia, Milano, Ancona, Napoli, Cosenza, in collegamento con iniziative analoghe in diversi altri paesi del mondo, nella ricorrenza del quarto anniversario della guerra tra NATO e Russia in Ucraina – un macello di proletari (o sono i borghesi ucraini e russi che stanno morendo?) pressoché totalmente dimenticato. E che noi siamo tra i pochi a volere cocciutamente tornare a ricordare denunciando la parte attiva che il nostro primo nemico, lo stato/il capitalismo italiano, ha avuto e ha nella preparazione e nella continuazione all’infinito di questo massacro.
Al centro della nostra propaganda-agitazione sempre, com’è necessario, la denuncia del genocidio che continua a Gaza per mano della macchina di distruzione e di morte sionista con nuovi mezzi: l’affamamento deliberato della popolazione, la terribile crisi idrica (il deficit di acqua ha ormai raggiunto il 90% del necessario!), provocata dalla decisione criminale della Mekorot di interrompere le forniture alla popolazione palestinese, l’impossibilità di curare le malattie per lo stato disastroso dei servizi sanitari, come denunciato nei giorni precedenti anche dai Sanitari per Gaza.
Altrettanto presente è stata la denuncia e la condanna della proditoria aggressione dell’asse USA-Israele all’Iran, e del sostegno dato dal governo Meloni-Mattarella ad essa. Un’aggressione che va contrastata qui con una rinnovata mobilitazione contro l’economia di guerra e la corsa al riarmo, per spezzare i legami tra la macchina produttiva italiana e lo stato sionista attraverso un embargo totale, per impedire che le infrastrutture militari italiane siano usate per questa nuova aggressione, per lo scioglimento della NATO, questa mostruosa macchina di devastazione dell’esistenza dei popoli del mondo intero, e anzitutto di quelli arabo-islamici.
La corsa allo stato di polizia attraverso i decreti-“sicurezza” in sequenza, il ddl in preparazione contro gli emigranti e gli immigrati, la imminente legge per la tutela e la promozione del sionismo in tutto il sistema educativo e nelle strutture statali, è parte integrante di questa corsa al riarmo, all’economia di guerra e ad un nuovo scontro globale inter-capitalistico, inter-imperialistico che dobbiamo sforzarci di fermare con la mobilitazione di massa, con l’arma degli scioperi generali, con l’organizzazione di una forte avanguardia politica internazionalista.
Il salto di qualità verso la guerra globale rappresentato dall’aggressione USA-Israele all’Iran impone a noi e a tutti i militanti anti-capitalisti di rafforzare il nostro impegno in questa direzione.
FONTE: pungolorosso.com