Dossier: con il caldo torrido non si lavora! Un protocollo-beffa da bocciare, l’esempio degli operai Elettrolux da seguire

Abbiamo sostenuto l’altro ieri (1) la necessità di norme cogenti e generalizzate che proteggano lavoratori e lavoratrici dal rischio che il caldo estremo porta alla loro salute. Il “Protocollo quadro per l’adozione delle misure di contenimento dei rischi lavorativi legate alle emergenze climatiche negli ambienti di lavoro”, firmato ieri da CGIL, CISL, UIL e Confindustria presso il Ministero del Lavoro dopo più di un anno di gestazione, più che un

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Con il caldo torrido non si lavora!

L’incontro di oggi tra Confindustria e sindacati al Ministero del Lavoro, per la firma di un protocollo che era in discussione da più di un anno (notabene), ha tutta l’aria di rassomigliare agli incontri triangolari per i protocolli del tempo del covid – misure vaghe e non obbligatorie. Per queste ci vorrebbe un’immediata disposizione di legge, ma il governo Meloni, quanto altro mai governo dei padroni, si guarda bene dall’ipotizzarlo.

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Industria delle carni: dal Brasile all’Italia
Come si macellano i lavoratori!

Il Brasile è al centro dell’ennesimo scandalo, la cosiddetta operazione “Carne Fraca”. Da un paio di anni sono sotto osservazione le principali aziende che operano nel settore della macellazione delle carni e si è scoperto un intreccio di corruzione, attività criminali per la salute dell’uomo, duro sfruttamento della forza lavoro. Il settore ha un ruolo rilevante nell’economia nazionale e considerato una parte dell’agrobusiness dalla produttività sicura e indenne da crisi.

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GIGANTI CON I PIEDI DI ARGILLA E GIGANTI DI CLASSE

È recente la notizia della fusione tra due grandi gruppi europei del settore cementiero: il tedesco Heidelberg Cement acquisirà la quota di controllo del 45% dell’italiano Italcementi della famiglia Pesenti. Una manovra che segue di poche settimane l’annuncio della fusione tra altri due giganti, il francese Lafarge e lo svizzero Holcim. La concentrazione del settore serve per mantenere la competitività internazionale nella gara per l’acquisizione di nuovi mercati, soprattutto nei

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ARANCE E DATTERI “SAPORE DI SOLE, SAPORE DI TERRA” E DI ANTICHE E NUOVE SCHIAVITÙ SALARIATE (2)

Dalle migliaia di migranti dipende in gran parte la ricchezza dell’agricoltura israeliana, un’agricoltura altamente sviluppata, che fa di Israele un grande esportatore e leader mondiale nelle tecnologie agricolturali.[1] Ma scienza e tecnologia servono anche in agricoltura a produrre profitti per i proprietari terrieri, per garantire loro la competitività sul mercato internazionale, non per soddisfare i bisogni vitali dei lavoratori da essi sfruttati. Sono circa 25 000 i braccianti immigrati in

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