Irak-Opposizione di classe all’occupazione imperialista

Dopo un anno e nove mesi di occupazione militare, la guerra che nella propaganda doveva portare la libertà e la democrazia continua a portare massacri e distruzioni. Nell’attacco a Falluja gli americani hanno fatto sfoggio di tutta la loro tecnologica della morte, conquistando il trofeo di milleduecento resistenti ammazzati al prezzo della vita di altri 40 soldati americani – in maggioranza proletari “volontari” per mancanza di alternative. Il grosso delle

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In Iraq muoiono meno soldati, ma molte feriti gravi

In Iraq, Fewer Soldiers Die, But Severe Wounds Are Many Tesi Dr. Atul Gawande, chirurgo, su New England Journal of Medicine: Guerra Iraq ha elevatissimo tasso di sopravvivenza, 9 su 10 feriti americani. Fino a metà novembre Iraq+ Afghanistan 10.369 americani feriti, 1.004 morti. In Vietnam morto un ferito su 4. Ciò è dovuto a: migliori protezioni delle parti vitali, quali caschi e corsetti in kevlar, e pronta chirurgia sul

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Con caos che aumenta in Iraq, l’esercito americano ripensa il suo futuro

Defining Victory As Chaos Mounts In Iraq, U.S. Army Rethinks Its Future Amid Signs Its Plan Fell Short, Service Sees Benefits Of Big Tanks, Translators   Mock Raids and Reading Lists By GREG JAFFE Staff Reporter of THE WALL STREET JOURNAL December 8, 2004; Page A1 Shortly after the U.S. deposed Saddam Hussein’s regime in April 2003, the Army kicked off its annual "war game," a mock battle in which

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Pagine Marxiste n. 3 (giugno 2004)

Editoriale – Ridisegno imperialista in Medio Oriente Frontiere e Costituzioni nel segno dell’imperialismo Cambio di governo per la borghesia spagnola Ridisegno imperialista in Medio Oriente La Germania marcia a Est (Allargamento UE) Strati sociali e contraddizioni capitalistiche La lezione di Melfi Ribolla, cinquant’anni dopo (Capitoli di storia militante) Potenze in ascesa, potenze in declino e la guerra (Dinamica dei rapporti di potenza economica)

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Irak: una guerra per una nuova spartizione – Editoriale Pagine Marxiste novembre 2003

Vinta la guerra militare, con l’approvazione unanime della risoluzione ONU che sancisce l’occupazione dell’Irak gli Stati Uniti hanno vinto anche la guerra diplomatica. La vittoria politica nel ginepraio del Golfo e del Medio Oriente potrebbe rivelarsi nel lungo periodo più sfuggente. Il governo italiano ha mandato le sue truppe per partecipare al bottino. Gran parte della sinistra, fatta l’ennesima marcia della pace, ha ipocritamente afferrato la foglia di fico dell’ONU

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