Israele: 350 riservisti si rifiutano di partecipare alla distruzione di Gaza City, ma…

Riprendiamo dal giornale israeliano Haaretz di martedì 2 settembre questo articolo che parla del rifiuto di 350 riservisti di prendere parte alla distruzione-occupazione di Gaza City, e cita le dichiarazioni di alcuni di loro. Certo, non siamo in presenza di una presa di posizione antimilitarista, tanto meno del rifiuto del colonialismo d’insediamento da cui è nato lo Stato di Israele. Troviamo infatti in queste dichiarazioni la rivendicazione delle “vere” esigenze di sicurezza

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Elezioni israeliane: nulla di fatto?

Dopo il precedente articolo sulle elezioni israeliane, pubblichiamo un bilancio dei risultati. Sono state elezioni combattute all’ultimo voto, la durezza dello scontro si vede dal tasso di partecipazione al voto (71,8%), la più alta dal 1999, cinque punti in più rispetto al 2013. In particolare la partecipazione degli arabi al voto è passata dal 56,5% del 2013 al 70,1% (provocando uno sprezzante commento da parte di Netanyahu “stanno andando a

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Il colpo grosso di Netanyahu nel nuovo quadro sociale israeliano

Il 17 marzo si voterà in Israele, il terzo mandato di Netanyahu è infatti arrivato al capolinea e il premier è convinto di potersene garantire un quarto con alleati più affidabili. Secondo un sondaggio del Jerusalem Post, invece, altri politici, meno legati a ricette del passato sarebbero preferiti dall’elettorato, come Moshe Kahlon o Gideon Saar, entrambi transfughi del Likud, lo stesso partito di Netanyahu. Kahlon, 54 anni, figlio di immigrati

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