La provocatoria ipocrisia dell’ONU che vota per lo “stato palestinese” accanto ad Israele, rigorosamente disarmato e governato da altri stati

Alla vigilia dell’operazione genocida “soluzione finale – bruciare e spianare Gaza City”, non poteva mancare la voce dell’ONU. Ed ecco, puntuale, è arrivata con l’approvazione della risoluzione predisposta da tempo dalla Francia di Macron (alla disperata ricerca di una ribalta perduta per sempre) e dall’Arabia Saudita di Bin Salman. Risoluzione approvata, naturalmente, anche da alcuni tra i massimi sostenitori storici di Israele (tra cui l’Italia) che cercano ora di prendere,

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Macron e Meloni: le ipocrisie lorde di sangue palestinese

Il presidente francese Macron annuncia che a settembre (dopo il conteggio di qualche altre migliaia di morti palestinesi) il suo governo riconoscerà ufficialmente lo Stato di Palestina. Una entità praticamente sconosciuta, eccetto la cosiddetta “Autorità Nazionale Palestinese” (ANP) di Abu Mazen, l’involucro fantoccio e collaborazionista della Cisgiordania prostrato alle mire espansioniste del sionismo.  L’occasione del riconoscimento dovrebbe essere l’Assemblea Generale dell’ONU; quell’organismo internazionale nato nel ’45 per dirimere guerre e

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Israele – il ruolo delle grandi imprese nell’economia del genocidio palestinese secondo il rapporto ONU 2025

Non sempre (anzi) abbiamo condiviso il punto di vista di questa coraggiosa giurista italiana che si trova ad essere da qualche anno incaricata dell’ONU per la Palestina; tanto meno condividiamo il ruolo svolto storicamente dall’ONU in Palestina. Ma non c’è dubbio che il suo Rapporto 2025 sulla “economia del genocidio” in corso merita di essere conosciuto. Per cui ne pubblichiamo qui la sintesi accurata comparsa il 1° luglio sul sito

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Riyad: i falsi amici della causa palestinese

Riportiamo il commento sul vertice arabo-islamico pubblicato dal Pungolo Rosso Si è concluso a Riyad il vertice congiunto fra Lega Araba e Organizzazione della Cooperazione Islamica: all’ordine del giorno era ovviamente il massacro dei Palestinesi di Gaza ad opera delle forze armate israeliane – con l’appoggio determinante di Stati Uniti, Unione europea, Italia. Una riunione “d’emergenza” che si è tenuta dopo ben 35 giorni di massicci bombardamenti sulla Striscia e che l’Arabia

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Afrin sotto i cingoli turchi e il cinismo delle potenze

Da un mese è in corso l’offensiva turca sul cantone di Afrin, la ridotta curda che insieme agli altri due cantoni della Rojava (Kobane e Jasira) ha dato rifugio a tanti sfollati in fuga dalla morte, non importa se arabi, non importa di quale confessione. Due isole non certo felici, non certo di un impossibile socialismo cantonale, ma due isole di convivenza tra etnie e religioni che altrove sono state

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L’ospedale “corazzato” per la guerra di Libia

200 parà per guardare le spalle a 100 medici e infermieri (tutti militari). Dove? A Misurata, in Libia. Quando? Il governo italiano vara la spedizione il giorno dopo che le truppe del generale Haftar hanno preso (una volta tanto non col ferro e col fuoco, ma con le bustarelle) quattro porti petroliferi… Che si tratti di una missione umanitaria nessuno la beve. L’Italia entra in guerra. I miliziani feriti da

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Lo stato più oscurantista del mondo alla testa del Consiglio dei Diritti dell’Uomo

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa nota pubblicata il 29/9/2015 dal sito Solidarieté Ouvrière, cui aggiungiamo : Che vergogna per gli Stati membri e in particolare per lo Stato italiano, che arma la mano barbara di questa petromonarchia oscurantista! Lenin definiva già l’ava dell’Onu, la SdN (Società delle Nazioni, NdT), “un covo di briganti”. Quasi un secolo più tardi, l’organizzazione internazionale degli Stati borghesi, se non ha mai evitato guerre, massacri

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Lampedusa: una normale strage capitalista

L’ultimo naufragio di migranti a Lampedusa ha un bilancio pesantissimo: al momento vi sarebbero solo 155 superstiti su un totale di circa 400 migranti che hanno viaggiato stipati su una delle numerose carrette che solcano il mediterraneo. I “passeggeri” di questa nave sarebbero in prevalenza eritrei e somali, in fuga da una guerra o da un regime oppressivo. Ma che sia per guerra, per repressione o per povertà, il flusso

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Affari, guerre, spartizioni, elezioni: il volto del capitale

Quello appena trascorso è stato un anno sicuramente importante per l’imperialismo continentale. Ha retto agli scossoni dei mercati finanziari, ma il “tasso di federalismo” rimane confinato al magro 1% del PIL del Bilancio UE (contro il 20% di quello federale USA), mentre la crisi del Sud Europa risucchia anche la locomotiva tedesca, cosicché l’apparato produttivo europeo perde colpi non solo nei confronti dei paesi emergenti, ma anche degli Stati Uniti.

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Le agenzie di intelligence Usa non vedono passi avanti dell’Iran per bomba atomica/+WSJ, Gli USA rafforzano le difese contro l’Ira

Nyt     120225 Le agenzie di intelligence Usa non vedono passi avanti dell’Iran per la costruzione di una bomba atomica JAMES RISEN e MARK MAZZETTI –   Benché i servizi americani, israeliani ed europei concordino che l’Iran ha un programma di arricchimento dell’uranio (il passo più difficile per la costruzione dell’arma atomica) e ha sviluppato infrastrutture necessarie per divenire una potenza nucleare, e nonostante IAEA, l’agenzia per il nucleare dell’ONU, abbia dichiarato che

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