Tutti/e in piazza il 22 per Gaza, per la resistenza palestinese, per la Flotilla! – TIR

Nonostante il crescente isolamento internazionale, il governo Netanyahu e l’esercito sionista continuano, con una ferocia inaudita, a distruggere a Gaza ogni segno e fonte di vita. E continuano a bombardare ovunque, dal Libano allo Yemen al Qatar, nel tentativo di schiacciare in un mare di sangue la straordinaria resistenza palestinese e quanti osano, in qualche modo, essere solidali con essa.

Sentono di avere le spalle coperte dai grandi protettori di sempre: Stati Uniti e stati europei, che balbettano qualche parola contro i loro “eccessi”, ma gli assicurano le armi, il denaro, la logistica, la propaganda necessari a proseguire nel genocidio e nella pulizia etnica. Profittano della viltà e della connivenza delle borghesie arabe e islamiche, e dell’enorme fornitura di merci assicurata anche dai paesi che, sempre a parole, condannano il genocidio (Cina, Russia, Brasile, etc.). Questo li spinge a proseguire nel loro folle e criminale piano di istituire la “grande Israele” e sterminare/cacciare dalla sua terra il popolo palestinese.

Tuttavia non passa giorno senza che da una parte all’altra del mondo ci siano proteste, in molti casi enormi, contro il colonialismo, il razzismo, lo sterminismo della macchina di devastazione e di morte sionista. Anche in Italia nelle ultime settimane si è finalmente visto, in particolare a Genova, un allargamento della mobilitazione per la Palestina.

L’innesco è venuto dalla partenza della Global Sumud Flotilla, determinata a rompere l’assedio a Gaza e subito minacciata di rappresaglia dai macellai di Tel Aviv. Molte cose ci dividono da certi suoi organizzatori, e un fossato incolmabile da quanti (a cominciare dal Partito democratico) cercano di profittare di questa iniziativa per lavarsi le mani sporche di sangue palestinese. Ma abbiamo dichiarato da subito di essere comunque solidali con essa per l’attenzione che suscita sulla tragedia in corso, per il discredito che crea allo stato sionista e per il collegamento internazionale che favorisce tra quanti sono solidali con la causa palestinese.

La recente assemblea al porto di Genova ha lanciato una giornata di lotta per il 22 settembre per bloccare quel porto e altri porti italiani. Questo appello va accolto da tutti/e, al di là delle divisioni politiche e sindacali (che restano), perché se vogliamo davvero aiutare il popolo e la resistenza palestinesi, dobbiamo colpire la logistica di guerra che serve ad Israele, e farlo con una forza e una determinazione che finora è mancata. Da qui parte l’ingranaggio del genocidio, e qui dobbiamo colpirlo, denunciando la totale complicità del governo Meloni, che ha messo permanentemente a disposizione dell’esercito sionista, porti, aeroporti e sistemi di rilevazione, della industria bellica italiana (Leonardo in testa), dell’UE, della NATO.  

Facciamo della giornata del 22 settembre una forte giornata di lotta su quanti più porti e strutture della logistica possibile, anche in vista della grande manifestazione lanciata dalle organizzazioni palestinesi a Roma il prossimo 4 ottobre, terza ricorrenza della rottura dell’assedio di Gaza da parte delle forze della indomita resistenza palestinese.

Il 22 settembre blocchiamo porti e logistica di guerra!

Fermiamo il genocidio dei palestinesi! Condanna senza appello del governo Meloni, complice del genocidio!

Per Gaza, per il popolo palestinese, per la Palestina libera dal fiume al mare, per la Global Sumud Flotilla!

Costruiamo un fronte internazionalista di classe, capace di dare battaglia ovunque al capitalismo, ai suoi orrori, alle sue guerre!

13 settembre

Tendenza internazionalista rivoluzionaria