(Bistagno, 1915 – Torino, 2008), operaio alle ferriere FIAT

Assandri abbracciò l’ideale anarchico non più giovanissimo. Nel corso del secondo conflitto mondiale studiò Bakunin e Kropotkin grazie a un soldato russo conosciuto in una formazione autonoma partigiana. Dopo la guerra si arruolò in polizia. Dimessosi nel 1947 (“se un poliziotto può diventare anarchico, un anarchico non potrà mai diventare poliziotto”), dal 1947 lavorò alla sezione laminatoi delle “Ferriere Piemontesi” e aderì al Gruppo Autonomo di Azione Anarchica (GAAA) e all’USI, opponendosi all’interclassismo degli stalinisti e della CGIL (e beccandosi, secondo la sua testimonianza, una raffica di mitra da cui scampò miracolosamente). Il gruppo era animato da Ilario Margarita e Giuditta Zanella, Assandri l’abbandonò quando Margarita da antistalinista entrò in una deriva anticomunista e filo-riformista, ed aderì al gruppo “Bakunin”.
Accanito autodidatta, divenne ben presto noto come “l’anarchico del ciclostile”. Riprodusse in proprio numerosi testi libertari, manifesti con la tecnica del collage, redasse i bollettini Anarchismo, La Voce dell’Anarcosindacalismo diffondendoli per le strade di Torino. Nella sua attività instancabile fu affiancato dall’inseparabile compagna Adele Gaviglio, inserviente d’albergo ex mondina.

FONTI: Tobia Imperato, Io di fronte alla legge sono asociale. Luigi Assandri, l’anarchia con il ciclostile, Nautilus, 2023
FONTE IMMAGINE: estelnegre.org