BIANCHINI, Giuliano

(Firenze, 1926 – 1980), operaio

 

Alcuni internazionalisti cremonesi in una foto del 1947. Da sinistra: Peretti, Remo Scandolara, Ferragni (seduto), Giuliano Bianchini, Longhini, Gianpietro Zelioli, Massimo Parlato

Gappista, poi partigiano della Brigata Ghinaglia operante nel Cremonese (nome di battaglia “Cremona), dopo la Liberazione aderì al PCInt. Nel settembre 1949 venne arrestato a Cremona con altri sette ex partigiani, accusato di aver partecipato all’uccisione il 19 maggio 1945 del milite RSI Settimo Catenacci alle boschine del Po. Bianchini fu assolto.

Si dedicò alla militanza nella sezione fiorentina e fu responsabile nazionale del lavoro sindacale del PCInt e fautore dell’uscita del primo supplemento sindacale al giornale, «Il Tranviere Rosso».  Dopo il 1952 seguì il troncone di Programma Comunista. Sulla linea da tenere nell’intervento sindacale, ma anche sui meccanismi decisionali del centro e sulla necessità di un suo allargamento (pur escludendo “meccanismi democratici”), le sezioni toscane entrarono in conflitto con esso e il suo gerente Bruno Maffi; nel 1974 avvenne la scissione di cui Bianchini fu uno dei promotori, da cui nacque il PCInternazionale “Il Partito Comunista”.

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