FORLANI, Giovanni “Giovanni Furlani”

(Arena Po, 1894 – Lecco, 1975), disegnatore tecnico, operaio

 

Sindaco di Arena Po nel 1920, passò al PCdI con la scissione di Livorno. Schedato come anarchico, convisse con la sarta bergamasca Maria Benzoni; i due ebbero una figlia morta a sei anni. Nonostante durante l’occupazione delle fabbriche fosse rimasto mutilato della mano sinistra e avesse solo tre dita (di cui due paralizzate) nella mano destra, nel 1921 Forlani venne arrestato con l’accusa di aver lanciato il 20 marzo, tre giorni prima della strage del Diana, una bomba contro il circolo fascista Ordine e Lavoro di Greco Milanese; nel novembre venne condannato a 16 anni e 8 mesi. In realtà l’autore dell’attentato era l’anarchico fiumano Ernesto Blum, che riparò in Austria, Palestina (aggregato a una carovana sionista) e nel 1928 in URSS (verrà poi condannato a 10 anni di lavori forzati). Forlani si rifiutò di presentare domanda di grazia.

Il partito candidò Forlani nel mandamento di Magenta per un posto da consigliere provinciale. Scarcerato nel 1925 per amnistia, continuò a frequentare la Benzoni a Milano.

“La mattina del 22.12.1925 viene effettuata una perquisizione in casa della Benzoni, presso la quale viene trovata anche Carla Baldi (di Enrico e Pierina Rovatti, n. Chignolo Po, in provincia di Pavia, il 3.4.1910 e domiciliata a Milano in via Trotter 8). Nel corso della perquisizione vengono rinvenuti un opuscolo dal titolo ‘Pagine Rosse’ con incisa la foto di Giovanni Forlani, un memoriale intitolato ‘Appunti sul processo Giovanni Forlani'” [redatto dai difensori Costa e Nardelli, NdR].

Forlani venne vigilato fino al 1941.

 

FONTI: ASBg (voce Benzoni Maria); «Il Sindacato Rosso», 1923; luogo e anno di morte: anagrafe comune di Arena Po 

 

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