(Ricaldone, 1892 – …), operaia tessile

A capo della lega femminile comunista, operaia al Cotonificio Cantoni di Castellanza, ebbe una relazione con l’anarchico Eugenio Macchi quando questi uscì di prigione dopo aver scontato la pena per la strage del Diana. Il 24 maggio 1930 la polizia la diffidò dopo averla trovata nella dimora del Macchi. A luglio i due a Saltrio tentarono un espatrio clandestino assieme a Mario Avellini ed Ettore Olgiati che si concluse tragicamente: ne nacque una sparatoria in cui rimase ucciso un finanziere colpito da fuoco amico. Macchi fu l’unico che riuscì a passare in Svizzera e poi in Francia. La Garbarino venne arrestata a Legnano il 7 luglio e riconosciuta da testimoni che la videro nei pressi della frontiera. Scontò un anno di carcere per tentato espatrio clandestino.
Nel marzo 1938 la Garbarino, grazie ad un “atto di chiamata” del fratello Giuseppe, espatriò regolarmente in Paraguay, ad Asunción. Qui attese invano il Macchi, che le aveva promesso di raggiungerla per sposarla, scoprendo anzi che era “già sposato da parecchio tempo” in Uruguay: ruppe ogni rapporto con lui e partì per l’Argentina. Tornò in Italia alla fine degli anni Cinquanta.
S’ignorano luogo e data di morte.
FONTI: ACS-CPC