LECCI, Aldo “Tullio”

(Firenze, 1900 – 1974), garzone ai forni, fabbro, saldatore

Garzone fornaio, s’iscrisse alla FIGS nel 1917. Comunista dal Ventuno, fu attivo nella prima opposizione armata al fascismo a Firenze, zone Santa Croce, San Salvi, Bandino, Ponte a Ema. Nel 1923 emigrò a Parigi, da dove due anni dopo venne allontanato dopo una rissa coi fascisti. Schierato con la Sinistra, stabilitosi a Lione, dopo un confronto feroce coi centristi venne espulso dal PCdI con altri sedici compagni; partecipò alla costituzione della Frazione di Sinistra a Pantin nel 1928. Fu in Belgio a Bruxelles, dove occupò il consolato italiano per proitestare contro l’esecuzione di quattro comunisti a Basovizza: lo cacciarono anche da lì. Rientrò a Lione, dove diresse la Frazione assieme a Carlo Mazzucchelli. Nel 1933 viaggiò clandestinamente in Italia prendendo contatti con esponenti della sinistra del partito espulsi, tra cui Fortichiari e Repossi, tentando senza esito di arrivare a Bordiga.

Nello scontro interno alla Frazione sulla guerra civile spagnola si schierò con la maggioranza contraria all’intervento. Nel settembre 1936 raggiunse Barcellona con Turiddu Candoli e Benjamin Feingold, s’incontrò con membri della minoranza combattenti (Russo, De Leone) e con esponenti del POUM e della FAI. Durante la Seconda guerra combatté le tesi di Ottorino Perrone, sulla “scomparsa del proletariato in guerra”; fu a Marsiglia con Butta. Nel 1945 chiese con vigore l’espulsione di Ottorino Perrone dalla Frazione dopo che apprese la sua appartenenza alla Coalizione Antifascista di Bruxelles.

Nel dopoguerra organizzò la sezione di Firenze del PCInt. Nel 1948 finì in carcere, pur estraneo ai fatti, quando il marchese Della Robbia venne ucciso dal giovane internazionalista Ilario Filippi. Dopo la scissione del 1952 seguì la tendenza Damen fino alla morte.

 

FONTI: https://maitron.fr/lecci-aldo-dit-mario-marini-dit-francesco-paoli-dit-gino-dit-tullio/

FONTE IMMAGINE: Sovversivi, a colpi di falce e martello, a cura di D. Erba, ad nomen.

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