(Tollegno, 1904 – Usol’skij lager, 1944), tipografo

A 14 anni lavorò alla tipografia sociale di Biella. Comunista dal Ventuno, svolse un’intensa attività a fianco di Pietro Secchia. Arrestato dopo un comizio, nel 1931 emigrò a Parigi, quindi in URSS via Finlandia. Frequentò la scuola MLŠ, s’iscrisse al partito bolscevico, tradusse Lenin in italiano. Nel 1933 fu assunto come linotipista alla tipografia n. 7 “Iskra Revoljucii”, dove diventò vice-caporeparto. Nel 1936 venne espulso dal partito, accusato di metodi capitalisti nella direzione della tipografia e di propaganda antisovietica, licenziato. Arrestato una prima volta nel 1937 (secondo «Rinascita» apocrifo nel luglio 1936), si rivolse all’ambasciata italiana per tentare il rimpatrio, con esito negativo.
Nuovamente arrestato nel 1941 per propaganda trotskista, intenzioni terroriste e rivelazione dei metodi di lavoro dell’NKGB, fu condannato a 8 anni di GULag, dove morì dopo tre anni.
Riabilitato il 28 maggio 1957.
FONTI: Memorial-italia.it; D. Corneli, Italiani vittime di Togliatti e dello stalinismo, V. II; «Rinascita» apocrifo.