GIOPP, Giobbe

(Lamon, 1902 – Città del Messico, 1983), ingegnere elettrotecnico   Repubblicano, massone, espertissimo in esplosivi e fabbricazione di ordigni, fu ritenuto tra i responsabili dell’attentato del 12 aprile 1928 alla Fiera di Milano. Arrestato e confinato (Ponza), durante un permesso per sostenere un esame a Milano, fuggì in Francia. Qui aderì alla Concentrazione Antifascista e rappresentò l’ala sinistra del partito repubblicano assieme a Cipriano Facchinetti. Il 6 dicembre 1930 scrisse

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QUAGLIERINI, Ettore Manlio Giuseppe “Pablo Clavego” “Ettore Allegri” “Pablo Bono” “Pierre Durand” “Charles Marain” “Zarego”

(Livorno, 1893 – Praga, 1953), sociologo Socialista nel 1911, con la scissione di Livorno Ventuno passò al PCdI. Trasferitosi a Cernobbio divenne segretario della sezione comasca, allora roccaforte bordighista. Al suo fianco la compagna Anna Launaro che lo seguì in tutti i suoi successivi spostamenti. Nel 1923 emigrò in Francia, quindi in Belgio e Germania. Delegato del VI congresso del Comintern (1928) ebbe incarichi dirigenziali nell’Internazionale ormai stalinizzata. Fu inviato

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CAO, Vittorio “Biella”

(Rivignano, 1901 – Dudelange, 1956), muratore, minatore.   Partì nel 1922 per l’Austria, poi raggiunse il Lussemburgo a Dudelange. Svolse vari lavori (costruzioni ferroviarie, fonderia). Schedato come anarchico, aderì alla LIDU. Volontario in Spagna (45^ divisione Rossa della 12^ Brigata Garibaldi, Ambacete, Huesca), compose la musica della canzone Dolce Brigata dedicata alla 12^ Brigata Garibaldi. Dopo la guerra tornò in Lussemburgo. Venne arrestato dai nazisti il 22 agosto 1940 e incarcerato assieme

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BRAZZOROTTO, Luigi “Il Moro”

(Costa di Rovigo, 1900 – …, 1958), manovale delle Ferrovie, muratore Prestò servizio militare dall’aprile 1918 al 20 marzo 1919 (3ª Compagnia Medica a Milano e 1º Reggimento di Fanteria a Monza). Fu licenziato politico delle Ferrovie in periodo imprecisato, probabilmente nell’ondata del 1923 (Decreto Torre). Nel 1925 emigrò in Francia e Lussemburgo stabilendosi a Dudelange, dove lavorò come muratore. Il 4 novembre 1936, supportato dal partito comunista del Lussemburgo,

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GERVASINI, Carlo Emilio

(Varese, 1887 – 1968), ebanista   Anarchico individualista, si spostò in Francia e Svizzera per poi tornare a Parigi e di nuovo in Italia, a Milano. Sposatosi con Alba Castiglioni, il 16 gennaio 1915 divenne padre di Virginia, futura militante trotskista e combattente di Spagna. Tornò in Francia nel 1924, dove frequentò il gruppo anarchico parigino. Nel 1936 le prefetture di Milano e Varese segnalavano che Virginia viveva a Parigi

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GALLORI, Angiolo “Baldi”

(Firenze, 1900 – 1974), incisore di metalli   Prima anarchico, poi comunista dal Ventuno, fu attivo negli Arditi del popolo. Schedato nel 1926, venne condannato al confino (Ustica, Ponza) per 3 anni per organizzazione comunista. Liberato nel gennaio 1930, venne incaricato dal partito con Alberto Bonciani e Faliero Focacci di eliminare la pericolosa spia Armido Cadente, ex comunista fiorentino arrestato che aveva stipulato il “compromesso” col questore Cammarota diventando “informatore

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CALDERARA, Giovanni “Frisé”

(Cossogno, 1897 – Parigi, 1984), muratore   Soldato dell’artiglieria da montagna durante la Prima Guerra Mondiale, fu comunista dal Ventuno. L’anno successivo per sfuggire alle persecuzioni fasciste emigrò in Francia e si stabilì prima nel Morbihan poi a Reims dove fu attivo nella CGT. Espulso dalla Francia nel 1925 a seguito delle sue attività sindacali, si rifugiò in Belgio, a Quaregnon, da dove, per gli stessi motivi, fu espulso nel

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RUSSO, Enrico “Candiani”

(Napoli, 1895 – 1973), operaio metallurgico Dipendente del silurificio di Baia, fu attivo nelle lotte del Biennio Rosso. Segretario della FIOM napoletana e dirigente della Camera del Lavoro, dopo la scissione di Livorno (gennaio 1921) rimase nel PSI fino al 1924 quando confluì nel PCdI coi “terzini”. Perseguitato dai fascisti e dalla polizia, finì a Poggioreale in più occasioni. Nel 1926 emigrò clandestinamente in Francia, si registrò come Amedeo Bellini

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FRANCHI, Socrate “Speranza” “Dino” “Franchini” “Mozzo”

(Prata, 1900 – Feyzin, 1955), operaio siderurgico, muratore   Dall’età di 10 anni visse a Piombino. Figlio di un serrato delle Acciaierie, venne inviato in affido a Roma durante la lunga lotta; lo ospitò il muratore socialista Angelo Moglioni (n. 1877) nella sua casa di via Tor Sanguigna 17.  Anarchico a 15 anni, Franchi fu attivo nel biennio rosso. La sua compagna era Ines Jacometti (Piombino, 1900 – Feynes, 1969),

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GRAMSCI, Gennaro “Nannaro”

(Ghilarza, 1884 – Roma, 1965), impiegato     Gennaro Gramsci detto Nannaro, il fratello maggiore di Antonio, primogenito della famiglia, è stato molte cose: socialista, comunista, sindacalista, anarchico. Antonio, di sette anni più giovane, lo ha citato spesso nelle sue lettere dal carcere attribuendogli il merito di averlo iniziato alla politica. Una sintesi di 20 righe della vita di Gennaro Gramsci è contenuta nel primo volume dell’Epistolario di Antonio Gramsci,

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