L’inarrivabile infamia delle borghesie arabe – la dichiarazione di Doha

Proprio nel giorno in cui il governo Netanyahu proclamava con l’orgoglio dei killer impuniti che avrebbe bruciato Gaza, scatenava i più violenti bombardamenti mai avvenuti su Gaza City e vi faceva entrare i suoi carri (con e senza militari) per cancellarvi ogni traccia di vita, il solenne vertice arabo-islamico di Doha dava l’ennesima prova dell’inarrivabile infamia delle borghesie arabe e islamiche. Potete leggerne sotto la bozza di dichiarazione finale (che

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Indonesia : un’esplosione di proteste studentesche e operaie

In Indonesia, il quarto paese più popoloso del pianeta, sono esplose da 10 giorni estese e radicali proteste contro il sistema politico che rivelano una società carica di tensioni – un evento di tale portata da impedire al presidente della repubblica e capo del governo Subianto (l’Indonesia è una repubblica presidenziale) di volare in Cina per partecipare al vertice dell’Organizzazione della cooperazione di Shanghai. A far esplodere le proteste, iniziate

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Sulle manifestazioni per Gaza di Genova, Venezia e la Global Sumud Flotilla – TIR (Italiano – English)

La novità positiva degli ultimi giorni è l’improvvisa crescita dei numeri alle manifestazioni “per Gaza” di Genova e Venezia. A Genova decine di migliaia, a Venezia-Lido alcune migliaia. Benché il movimento di solidarietà con il popolo palestinese resti in Italia enormemente indietro rispetto alla Gran Bretagna, alla Francia, alla Grecia, qualcosa si muove nel senso di una maggiore partecipazione. Cosa ha determinato questo cambiamento? Il fattore di primaria importanza è stata l’azione

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Una piccola, ma significativa vittoria dei portuali di Genova, Atene e Marsiglia nella lotta contro il genocidio in Palestina

Riportiamo di seguito l’articolo del Fatto Quotidiano che dà conto della riuscita iniziativa del CALP di Genova che, di concerto con l’USB, aveva proclamato uno sciopero portuale per il 5 agosto contro la spedizione di tre containers di materiale bellico a Israele. La spedizione dei container Evergreen era curata dalla compagnia cinese Cosco: eh già, proprio la Cina che condanna il genocidio, ma collabora fattivamente – come abbiamo mostrato qualche

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Come la Cina sta silenziosamente aiutando le colonie israeliane – “Middle East Eye”

Un mese fa un nostro articolo sul ruolo tutt’altro che amichevole della Cina (come stato e come sistema di imprese) verso il popolo palestinese suscitò un putiferio di contestazioni e di insulti per aver noi raccontato “balle”. Sapevamo molto bene quello che dicevamo e, costretti, lo abbiamo dettagliato. Contestatori e insultatori sono scappati con la coda tra le gambe, al più borbottando il motivetto reazionario: “il mondo va così”… [sotto trovate

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Tokio, 14 giugno: “rovesciare Trump e Ishiba, stop alla guerra USA-Giappone contro la Cina!” – marcia all’ambasciata statunitense e alla residenza di Ishiba

Riprendiamo l’appello per la Grande Marcia contro la revisione costituzionale e la guerra, per una manifestazione il prossimo sabato, 14 giugno, contro il riarmo giapponese e l’alleanza USA-Giappone in vista di una guerra contro la Cina. Questa coalizione, tra i cui promotori sono la GRCL-NC e il sindacato dei ferrovieri Doro Chiba, sta da anni conducendo una coraggiosa campagna contro il riarmo accelerato in corso deliberato dai governi giapponesi, che

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Cina-Israele: ai nostri critici rispondiamo con i dati di fatto, più duri delle loro teste.

Il nostro pezzo sul solenne comunicato del ministro degli esteri della Cina che chiede la fine del massacro a Gaza, ha provocato una raffica di reazioni polemiche, spesso violente. Ne scegliamo due che, messe assieme, forse condensano gli “argomenti”, se argomenti si possono chiamare, scagliati contro la nostra interpretazione di quel comunicato, e contro la nostra analisi dei rapporti tra la Cina di oggi e lo stato e l’economia sionisti. Vediamo

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Quali paesi commerciano di più con Israele? Ai primi posti Stati Uniti e Cina (alla pari), Germania, Italia, Russia (fonte: al-Jazeera)

Hanno suscitato polemiche due nostri recenti post: nel primo si metteva in luce, dati alla mano, che dietro i coloni sionisti e nel funzionamento del porto di Haifa, essenziale per il genocidio, c’è anche la Cina. Nel secondo si metteva in luce, dati alla mano, che i paesi Brics+ hanno un ruolo fondamentale nel sostegno al funzionamento dell’economia israeliana. Un sostegno che è vitale perché la guerra di sterminio non si fa solo con

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Gaza: la Cina batte un colpo, magistrale e cinico, su una montagna di morti palestinesi. Cosa vuole realmente?

Ci segnalano oggi, e naturalmente lo pubblichiamo (in coda a questo testo), un comunicato del ministro degli esteri della Cina Wang Yi, in data 17 maggio, nel quale si chiede l’immediata fine del massacro in corso a Gaza. E’ una dichiarazione diplomatica redatta in una forma solenne, che chiama in causa (addirittura) “la coscienza morale dell’intera umanità”, il “debito morale verso la storia”, il “diritto internazionale umanitario”, e quant’altro. Dichiarazioni di simile

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