Fermiamo il genocidio a Gaza e la logistica di guerra! Contro il governo Meloni, complice del genocidio! – TIR

Questo il testo che viene diffuso in questi giorni da compagni/e della TIR (Tendenza internazionalista rivoluzionaria) in diverse città italiane alle manifestazioni per fermare il genocidio a Gaza e la logistica di guerra, e – per quello che ci riguarda – per rinnovare la solidarietà incondizionata alla Resistenza del popolo palestinese e ribadire la condanna del governo Meloni, interamente complice del genocidio. [La foto si riferisce al corteo di sabato

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La sconfitta della barbarie sionista è un’urgente necessità per i lavoratori del mondo intero – PO, TIR, LC, SEP (Italiano – English)

Questa è la presa di posizione comune redatta, in vista del secondo anniversario del 7 ottobre e della risposta genocidaria dello stato sionista, dal coordinamento delle organizzazioni internazionaliste che hanno promosso la Conferenza di Napoli del 14-15 giugno scorso – il Partito Obrero (dell’Argentina), la Tendenza internazionalista rivoluzionaria (Italia), Liberazione comunista (Grecia) e il Partito socialista dei lavoratori (Turchia). Dichiarazione internazionale sul secondo anniversario del genocidio sionista contro il popolo

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Da Gaza, per Gaza, per la resistenza del popolo palestinese, con la Flotilla

Ci arrivano da Gaza infuocate denunce dello scempio della vita dei palestinesi, della città di Gaza, dell’ambiente della Striscia, che l’esercito dello stato sionista sta compiendo con l’entusiastica approvazione dei gangster della Casa Bianca e con l’attiva o passiva complicità di tutti gli altri stati e governi – in prima fila il luridissimo governo Meloni, sporco del sangue palestinese, come di quello che si sta versando a fiumi in Ucraina,

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Libertà per Anan, Ali, Mansour – la Resistenza palestinese non si processa!

Ricostruiamo in breve i fatti. Il 19 (*) e il 26 settembre, presso la Corte d’Assise di L’Aquila, si terranno le udienze decisive nel processo ad Anan, Ali e Mansour, palestinesi accusati di proselitismo e finanziamento del “terrorismo”, cioè delle forze della resistenza palestinese che si battono contro lo stato realmente terrorista (o è ancora da provare?) di Israele. Anan Yaeesh – che dal 2017 vive in Italia, e ha fatto

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L’inarrivabile infamia delle borghesie arabe – la dichiarazione di Doha

Proprio nel giorno in cui il governo Netanyahu proclamava con l’orgoglio dei killer impuniti che avrebbe bruciato Gaza, scatenava i più violenti bombardamenti mai avvenuti su Gaza City e vi faceva entrare i suoi carri (con e senza militari) per cancellarvi ogni traccia di vita, il solenne vertice arabo-islamico di Doha dava l’ennesima prova dell’inarrivabile infamia delle borghesie arabe e islamiche. Potete leggerne sotto la bozza di dichiarazione finale (che

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La provocatoria ipocrisia dell’ONU che vota per lo “stato palestinese” accanto ad Israele, rigorosamente disarmato e governato da altri stati

Alla vigilia dell’operazione genocida “soluzione finale – bruciare e spianare Gaza City”, non poteva mancare la voce dell’ONU. Ed ecco, puntuale, è arrivata con l’approvazione della risoluzione predisposta da tempo dalla Francia di Macron (alla disperata ricerca di una ribalta perduta per sempre) e dall’Arabia Saudita di Bin Salman. Risoluzione approvata, naturalmente, anche da alcuni tra i massimi sostenitori storici di Israele (tra cui l’Italia) che cercano ora di prendere,

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Tutti/e in piazza il 22 per Gaza, per la resistenza palestinese, per la Flotilla! – TIR

Nonostante il crescente isolamento internazionale, il governo Netanyahu e l’esercito sionista continuano, con una ferocia inaudita, a distruggere a Gaza ogni segno e fonte di vita. E continuano a bombardare ovunque, dal Libano allo Yemen al Qatar, nel tentativo di schiacciare in un mare di sangue la straordinaria resistenza palestinese e quanti osano, in qualche modo, essere solidali con essa. Sentono di avere le spalle coperte dai grandi protettori di

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Israele: 350 riservisti si rifiutano di partecipare alla distruzione di Gaza City, ma…

Riprendiamo dal giornale israeliano Haaretz di martedì 2 settembre questo articolo che parla del rifiuto di 350 riservisti di prendere parte alla distruzione-occupazione di Gaza City, e cita le dichiarazioni di alcuni di loro. Certo, non siamo in presenza di una presa di posizione antimilitarista, tanto meno del rifiuto del colonialismo d’insediamento da cui è nato lo Stato di Israele. Troviamo infatti in queste dichiarazioni la rivendicazione delle “vere” esigenze di sicurezza

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L’Amerika di Trump che cade a pezzi: crescono mortalità infantile e le patologie tra i minori

L’ossessiva presenza quotidiana di Donald Trump sui teleschermi e sui giornali italiani – pur nei suoi tratti contraddittori e clowneschi – trasmette ancora a molti/e un segno di onnipotenza, di un’Amerika più protagonista che mai nel mondo, più forte che mai. Vero è, invece, il contrario. L’Amerika di Trump non è più “great”, per ammissione della stessa gang al potere, altrimenti non avrebbero il programma di farla ridiventare tale. Anche quando

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L’Europa calca sempre più l’elmetto

Germania: dal quotidiano Der Tagesspiegel (1):  Il governo approva un pacchetto di leggi per rafforzare la Bundeswehr (le forze armate) con un nuovo servizio militare volontario, ma con obbligo di censimento e visita medica per i giovani uomini dal 2026.   Lo stipendio netto sarà di 2.300 euro, con formazione “qualificata”, e periodi da 6 a 23 mesi; obiettivo: 30.000 volontari annui entro il 2029.    Ma se non bastano i volontari, c’è l’obbligo. Il ministro

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