L’inarrivabile infamia delle borghesie arabe – la dichiarazione di Doha

Proprio nel giorno in cui il governo Netanyahu proclamava con l’orgoglio dei killer impuniti che avrebbe bruciato Gaza, scatenava i più violenti bombardamenti mai avvenuti su Gaza City e vi faceva entrare i suoi carri (con e senza militari) per cancellarvi ogni traccia di vita, il solenne vertice arabo-islamico di Doha dava l’ennesima prova dell’inarrivabile infamia delle borghesie arabe e islamiche. Potete leggerne sotto la bozza di dichiarazione finale (che

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Sulle manifestazioni per Gaza di Genova, Venezia e la Global Sumud Flotilla – TIR (Italiano – English)

La novità positiva degli ultimi giorni è l’improvvisa crescita dei numeri alle manifestazioni “per Gaza” di Genova e Venezia. A Genova decine di migliaia, a Venezia-Lido alcune migliaia. Benché il movimento di solidarietà con il popolo palestinese resti in Italia enormemente indietro rispetto alla Gran Bretagna, alla Francia, alla Grecia, qualcosa si muove nel senso di una maggiore partecipazione. Cosa ha determinato questo cambiamento? Il fattore di primaria importanza è stata l’azione

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I proclami ferocemente sterministi di Israele – nel silenzio generale (e con il sostegno aperto) dei suoi complici, o mandanti

Pubblichiamo qui di seguito, senza commento, i proclami apertamente sterministi con cui i capi sionisti stanno accompagnando i bombardamenti terroristici di questi ultimi giorni sulla popolazione di Gaza. Bombardamenti che vengono dopo la rottura unilaterale dell’accordo di tregua, nel silenzio generale dei suoi complici e mandanti, e nei toni bassi, o bassissimi, non solo degli infami regimi borghesi arabi, ma anche dei regimi che continuano a coltivare un anti-americanismo di

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Palestina: una tregua armata. Festa a Gaza, umori neri in Israele

Non si può dare per scontato che il cessate il fuoco a Gaza e in Cisgiordania entrerà davvero in vigore domenica prossima alle ore 12.15, perché non è da escludere un sabotaggio sionista dell’ultimo momento. Ancora meno scontato è che l’accordo regga. Vedremo. Per ora due sole cose sono certe: 1) si festeggia a Gaza (nonostante la strage continui), non si festeggia in Israele (salvo i parenti dei prigionieri); 2) questa

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Il vile baratto di al-Sisi: maxi-tendopoli in cui rinchiudere un milione e mezzo di palestinesi, in cambio di 10 miliardi dal FMI – Mike Whitney

Riportiamo questo contributo del Pungolorosso: Riprendiamo, nella traduzione di A. P., un documentato articolo di M. Whitney, che porta alla luce quale lurido scambio ai danni del popolo palestinese della striscia di Gaza si stia perfezionando in questi giorni tra l’Egitto di al-Sisi e il FMI – ennesima prova del sistematico tradimento della causa palestinese da parte di tutte le borghesie arabe, nessuna esclusa, e quella egiziana in testa. Ha

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Gli Houthi nella contesa Medio Orientale

Breve storia dei conflitti in Yemen Da quando gli Houthi dello Yemen hanno cominciato ad attaccare il naviglio commerciale sul Mar Rosso, motivando l’azione come forma di solidarietà con i palestinesi di Gaza, i nostri media si sono affrettati a spiegare il loro intervento come il solito intervento “indiretto” dell’Iran o definendo gli Houthi come un gruppo terrorista. Una visione di comodo che permette di ignorare anni di conflitti interni

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Perché in un singolo Paese come il Sudan si concentrano tali e tante rivalità interimperialiste?

PCT Togo, 21/08/2023 “I capitalisti si spartiscono il mondo non per la loro speciale malvagità, bensì perché il grado raggiunto dalla concentrazione li costringe a battere questa via, se vogliono ottenere dei profitti.” Questa citazione costituisce la spina dorsale delle idee sviluppate dal rivoluzionario russo Lenin nel suo libro “L’imperialismo, fase suprema del capitalismo”. In quest’opera, Lenin spiega, con precisi fatti economici, che il capitalismo del XIX secolo è caratterizzato

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Le proteste preoccupano ancora il regime egiziano

Il 25 gennaio, l’Egitto ha celebrato il decimo anniversario della rivoluzione del 2011 che rovesciò il governo di Hosni Mubarak. Cosa è cambiato? Ben poco per i lavoratori e in generale per la popolazione egiziana, se, nonostante la forte repressione statale, anche nel settembre 2020, lo stesso giorno delle proteste del 2019, nei villaggi e nelle città che si estendono da Damietta nel nord a Luxor e Assuan nel sud,

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Egitto: democrazia, gas, petrolio, armamenti vs diritti umani

Nel marzo 2015, l’allora presidente del consiglio Matteo Renzi, a Sharm El Sheikh, dichiarò: «L’Egitto è un’area straordinaria di opportunità. Abbiamo fiducia nell’Egitto e nella sua leadership, nelle sue riforme macroeconomiche ambiziose: sosteniamo la sua missione in favore della prosperità e della stabilità». Nel gennaio 2016, a poche settimane dal rapimento e uccisione del ricercatore italiano Giulio Regeni, le lodi per regime di Abdel Fatah al-Sisi vennero tessute anche dall’Ente

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Sudan – La giunta militare tenta di dividere il fronte di lotta

Dopo un periodo di rabbia latente contro l’aumento del costo della vita, lo scorso 19 dicembre è scoppiata in Sudan la rivolta per l’insostenibilità della crisi economica, prodotta dalle misure di austerità imposte dal regime di al-Bashir. Le proteste esplose nella città di Atbara, nell’Est del paese, si sono subito estese alle vicine città, e poi si sono propagate a decine di città e villaggi, giungendo il 25 dicembre con

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