Dall’Argentina: mercoledì 20 dicembre, grande manifestazione contro il governo Milei

Prensa obrera

Qui di seguito alcuni passaggi della Conferenza stampa tenuta dal Partido Obrero e dal Polo Obrero per rispondere agli annunci del ministro della sicurezza nazionale, Patricia Bullrich. In essa i rappresentanti del Partido Obrero e del Polo Obrero hanno criticato le proposte repressive del ministro e indetto una grande manifestazione per domani, 20 dicembre.

Giovedì 14 dicembre il Partido Obrero e il Polo Obrero hanno tenuto una conferenza stampa in risposta alla presentazione, poche ore prima, di un “protocollo” contro la protesta sociale da parte del Ministro della sicurezza nazionale, Patricia Bullrich. Il piano ufficiale prevede la repressione dei blocchi stradali e misure di rappresaglia contro gli organizzatori, violando il diritto di manifestare.

Gabriel Solano, deputato della città di Buenos Aires e dirigente del PO, ha sottolineato che Bullrich “non dispone di uno strumento giuridico per realizzare ciò che ha detto di voler fare”, e ha aggiunto che il diritto di protestare è costituzionalmente sancito. Quindi è il ministro che si pone nell’illegalità con i suoi annunci. Ha definito le dichiarazioni di Bullrich una “minaccia” con cui si cerca di intimidire il movimento popolare, e una integrazione del “Piano Caputo”, che giorni fa ha stabilito una brutale svalutazione del peso, accompagnata da tassi di interesse più alti e licenziamenti nel settore pubblico. Questo piano, ha assicurato, scatenerà ogni tipo di protesta popolare.

Ha invitato, in queste condizioni, a far valere il diritto alla protesta sociale il prossimo mercoledì 20, quando avrà luogo la mobilitazione di decine di organizzazioni sindacali, sociali, politiche, studentesche e per i diritti umani, nel nuovo anniversario della ribellione popolare che pose fine al governo di Fernando de la Rúa [che fu presidente dell’Argentina dal 10 dicembre 1999 al 21 dicembre 2001. Membro dell’Unione Civica Radicale, si dimise a seguito della crisi finanziaria che colpì l’Argentina nel 2001 – le sue dimissioni vennero a seguito dell’uccisione di manifestanti in piazza per mano delle forze dell’ordine.]

Eduardo “Chiquito” Belliboni, dirigente nazionale del Polo Obrero, ha sottolineato che “abbiamo protestato sotto il governo precedente e lo faremo anche contro il governo Milei”. Ha denunciato i problemi di approvvigionamento nelle mense dei poveri, in prossimità delle vacanze, in uno scenario in cui i prodotti essenziali come il riso subiscono enormi aumenti di prezzo. Ha inoltre sostenuto che l’affermazione di Bullrich secondo cui decine di migliaia di persone, come quelle che scenderanno in piazza il 20 dicembre, dovranno manifestare sui marciapiedi, è assurda e impraticabile.

Vanina Biasi, deputata del PO ed eletta deputata nazionale del Fronte della Sinistra per la città di Buenos Aires, ha denunciato che il piano economico del governo “polverizza le entrate” dei lavoratori e ha contestato a Milei di aver “promesso” di mettere in crisi la “casta”, mentre in realtà “l’ha protetta” imbarcandola nel suo governo, a cominciare dalla stessa Bullrich, che era stata parte dei governi di De la Rúa e di Macri.

Solano ha definito una grande ipocrisia anche la preoccupazione di Bullrich riguardo alla presenza dei bambini nelle manifestazioni, da parte di un governo che con le sue prime misure sta provocando una crescita drammatica della povertà infantile.

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