Una fabbrica di omicidi di massa: dentro i bombardamenti calcolati di Israele su Gaza

In nome della lotta al “terrorismo” lo Stato sionista sta attuando una delle più massicce operazioni terroristiche della storia, ai danni di una popolazione che, chiusa su tre lati da Israele e uno dall’Egitto, non ha neppure possibilità di fuga. Riportiamo la traduzione di un’inchiesta della rivista online +972 Magazine e Local Call, basata in Israele, che sulla base di informazioni fornite dagli stessi militari israeliani denuncia il fatto chegli

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GAZA, Finita la tregua, riprende la pulizia etnica?

La tregua è finita, dopo appena sei giorni durante i quali la mattanza si è interrotta e un po’ di aiuti umanitari hanno portato un limitato sollievo agli sfollati di Gaza, calcolati ormai in 1,6 milioni su una popolazione anteguerra di 2,3 milioni. L’auspicio che la tregua si trasformasse in cessate il fuoco è miseramente fallito. Adesso inizia la infowar per decidere di chi è la colpa. Per certo Netanyahu

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Bangladesh. La durissima lotta delle operaie e degli operai del tessile-abbigliamento per salari “giusti ed equi” e contro la repressione 

A fine ottobre, inizio novembre, decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori bengalesi del tessile-abbigliamento sono scesi in strada nei distretti tessili attorno alla capitale Dhaka – Gazipur, Savar, Ashulia, Hemayetpur … – per manifestare la loro rabbia. Hanno fermato l’attività in 500 fabbriche, hanno eretto barricate per le vie di Dhaka, bloccato arterie stradali tra cui l’autostrada Dhaka-Mymensingh; si sono scontrati con la polizia, 3000 i poliziotti dispiegati, difendendosi

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Fermare la mattanza dello Stato sionista d’Israele su Gaza!
Con il popolo palestinese per l’unione dei proletari del Medio Oriente!

Lo Stato sionista d’Israele sta massacrando la popolazione di Gaza. Da giorni proseguono i bombardamenti indiscriminati da cielo, terra e mare, il blocco di elettricità, acqua e cibo. Mentre scriviamo si contano migliaia di morti, feriti, persone sotto le macerie, più di un milione di sfollati, centinaia di morti solo per il bombardamento dell’ospedale al-Ahli di Gaza City, centinaia di migliaia di ricoverati negli altri ospedali condannati ad una fine

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Salvini&Meloni: prove generali di nuove leggi anti-sciopero?

Pubblichiamo un articolo del Pungolorosso sulla precettazione dei lavoratori delle ferrovie ad opera del governo. Salvini precetta i ferrovieri in sciopero e con un’ordinanza dimezza le ore di sciopero da ventitré a dodici ore. Lo sciopero era stato proclamato dai sindacati di categoria Cgil-Cisl-Uil e Ugl insieme ad altre sigle ed era stato annunciato già da un mese nel corso del quale il ministro delle infrastrutture Salvini non risulta si

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Francia, la fallita “assimilazione” tra pelle e classe

Per capire quello che sta succedendo oggi in Francia non basta fermarsi alla causa occasionale, l’uccisione (l’ennesima) di un giovane maghrebino da parte di una polizia razzista e dal grilletto facile. Le ricorrenti esplosioni delle banlieue, a Parigi e nelle città di discrete dimensioni, sono il risultato di un accumulo di tensioni che hanno cause profonde. Queste banlieue sono prevalentemente abitate da immigrati o da autoctoni con un livello medio

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Sudan, una rivoluzione popolare incompiuta

Il conflitto tra due bande militari nel riassetto dei rapporti tra le potenze Lo scorso 15 aprile in Sudan è scoppiata la guerra tra due fazioni militari salite al potere a seguito del golpe del 2021. Da una parte le Forze di Supporto Rapido (FSR), gruppo paramilitare propaggine delle famigerate milizie janjaweed accusate di crimini di guerra nella regione orientale del Darfur capeggiate dal generale Mohamed Hamdan Dagalo (noto come

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Il governo Meloni e il reato di tortura

È diffuso in Italia, anche a sinistra, il luogo comune secondo cui in Italia la polizia e le istituzioni non sono violente. Fa parte del cliché degli Italiani “brava gente”, utilizzato a lungo dall’imperialismo nostrano per nascondere le vergognose violenze operate nei paesi colonizzati (i lager libici o l’iprite contro gli etiopi). Certo in Italia non siamo ancora alle “esecuzioni” in diretta dei giovani neri a cui gli Usa ci

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