La provocatoria ipocrisia dell’ONU che vota per lo “stato palestinese” accanto ad Israele, rigorosamente disarmato e governato da altri stati

Alla vigilia dell’operazione genocida “soluzione finale – bruciare e spianare Gaza City”, non poteva mancare la voce dell’ONU. Ed ecco, puntuale, è arrivata con l’approvazione della risoluzione predisposta da tempo dalla Francia di Macron (alla disperata ricerca di una ribalta perduta per sempre) e dall’Arabia Saudita di Bin Salman. Risoluzione approvata, naturalmente, anche da alcuni tra i massimi sostenitori storici di Israele (tra cui l’Italia) che cercano ora di prendere,

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Tanto tuonò che piovve (sullo sciopero di venerdì 19 della CGIL)

È proprio il caso di riconoscere che i fatti hanno la testa dura e, dai e dai, scavano la roccia anche più dura. Finalmente, dopo due anni che è in corso un massacro di Palestinesi senza precedenti, anche il segretario della CGIL Landini “scopre” quello che sapevano e dicevano da tempo anche i funzionari dell’ONU: a Gaza è in atto un genocidio! Di questo genocidio sono interamente complici lo Stato

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Italiani, brava gente – e il loro contributo “umanitario” al nuovo massacro di palestinesi a Gaza

Negli ultimi giorni i governanti e i mass media italiani sembrano essere stati folgorati da un’improvvisa passione “umanitaria” per i palestinesi di Gaza. Crosetto, il boss dell’industria bellica italiana grande fornitrice di armi di sterminio ad Israele, dissente dal piano annunciato da Netanyahu di radere al suolo senza lasciare pietra su pietra quel che è ancora in piedi di Gaza City, e sterminare – in nome della lotta ai “terroristi”

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“Urgente! Fermate il mondo per impedire una nuova Nakba!” L’appello di Bisan Owda da Gaza

Riceviamo dalla compagna Laura e subito rilanciamo, facendolo nostro, questo appello da Gaza della giornalista e filmmaker palestinese Bisan Owda a moltiplicare per 10, per 100, le iniziative e gli sforzi in tutto il mondo per impedire che l’esercito e il governo israeliani realizzino la distruzione totale di Gaza City e i relativi massacri, come si stanno preparando a fare a breve.

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Scioperiamo e lottiamo contro capitalismo, guerra e sionismo al fianco della resistenza palestinese – SI Cobas

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del SI Cobas nazionale in sostegno alla dichiarazione della Federazione Generale Palestinese dei sindacati, la quale fa appello alle lavoratrici, ai lavoratori e ai sindacati di tutto il mondo affinché cresca e si radicalizzi l’opposizione al genocidio nella striscia di Gaza e all’ipotesi di ri-occupazione sionista del territorio di Gaza City, e – a seguire – la risposta dei compagni palestinesi di Masar Badil –

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Ramallah: l’esercito sionista distrugge la Banca dei semi degli agricoltori palestinesi

Tra i tanti materiali di documentazione dell’azione distruttiva e genocida della macchina di morte sionista, vogliamo rilanciare oggi la denuncia che l’Unione dei Comitati del lavoro agricolo, un’organizzazione di agricoltori palestinesi interna a La Via Campesina, ha fatto il 31 luglio della distruzione della Banca palestinese dei semi – un crimine che giustamente viene definito “un attacco strategico alle fondamenta stesse della resilienza palestinese”. Non è bastata a questi assassini

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Una piccola, ma significativa vittoria dei portuali di Genova, Atene e Marsiglia nella lotta contro il genocidio in Palestina

Riportiamo di seguito l’articolo del Fatto Quotidiano che dà conto della riuscita iniziativa del CALP di Genova che, di concerto con l’USB, aveva proclamato uno sciopero portuale per il 5 agosto contro la spedizione di tre containers di materiale bellico a Israele. La spedizione dei container Evergreen era curata dalla compagnia cinese Cosco: eh già, proprio la Cina che condanna il genocidio, ma collabora fattivamente – come abbiamo mostrato qualche

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MaskOffMaersk: fermare le spedizioni di F-35 a “Israele” e porre fine alla complicità nel genocidio – GPI

Riceviamo e rilanciamo questo appello dei GPI per la ripresa, nei prossimi mesi, della campagna di iniziative contro la Maersk su tutto il territorio nazionale, a cui ha aderito – tra gli altri – la Tendenza internazionalista rivoluzionaria, finalizzata a fermare la spedizione verso lo stato sionista degli F-35. La campagna contro Maersk era stata lanciata il 14 giugno dello scorso anno dai GPI ed è stata finora un tassello

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“Il grido dei lavoratori prima della morte” – un appello dei lavoratori e dei sindacati di Gaza ai lavoratori e ai sindacati di tutto il mondo

Riceviamo e rilanciamo. Nulla è altrettanto importante – fuori dalla Palestina – della scesa in campo della classe lavoratrice per spezzare la macchina mondiale, anzitutto occidentale, statunitense, italiana, europea, degli aiuti in armi e in ogni altro tipo di merce e di servizio utile a far funzionare gli ingranaggi spietati di morte e di distruzione del sionismo. Facciamo in modo che questo appello arrivi al maggior numero di lavoratori possibile

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Standing Together e il Congresso ebraico anti-sionista contro il genocidio e la carestia a Gaza (video e documenti)

Anche se con terribile ritardo, e in altrettanto terribile isolamento, qualcosa si muove anche nella società israeliana. Abbiamo segnalato nei giorni scorsi la decisione di decine di giovanissimi refusenik di bruciare in piazza i fogli di arruolamento. Qui diamo notizia (e video) di una manifestazione a Tel Aviv organizzata dal movimento Standing Together [di cui abbiamo già altra volta detto] che da molti mesi organizza aiuti per la popolazione di Gaza, in

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