Nel 2024 il Brasile ha aumentato le sue esportazioni di petrolio verso Israele del 51% – “Esquerda Diario”

Negli ultimi giorni si sta accendendo sia in Brasile che in Argentina il movimento di solidarietà con il popolo e l’indomita resistenza palestinese che, pur nelle più estreme difficoltà, non ha alzato bandiera bianca. E finalmente anche i lavoratori cominciano a far sentire la propria voce: “Nemmeno una goccia di petrolio Petrobras per Israele!”, è la campagna avviata da un sindacato dei lavoratori del petrolio in Brasile – dove il

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Grecia, Brasile, Regno Unito: finalmente il proletariato batte qualche colpo in difesa del popolo palestinese!

Con grande ritardo, va detto, i proletari e le organizzazioni sindacali di diversi paesi del mondo stanno prendendo posizioni e varando iniziative di lotta a sostegno del popolo palestinese. Ne segnaliamo le tre più recenti, invitando chi ci legge a mandarci altra documentazione (rinviamo ad altra occasione il commento a questi comunicati). Dalla Grecia (non è certo la prima iniziativa dei portuali del Pireo, tra i primi – nel mondo –

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È strage di attivisti ambientali, nel 2023 quasi 200 omicidi – da “Pagine esteri”

Riprendiamo da Pagine Esteri di oggi, 18 settembre 2024, una denuncia circostanziata sulla strage di attivisti ambientali in centro-sud America e in Asia. Il suo autore (Marco Santopadre) si è distinto in passato per polemiche piuttosto rozze contro le nostre posizioni internazionaliste, polemiche nelle quali – dal nostro punto di vista – aveva totalmente, dalla a alla zeta e dalla zeta alla a, torto. Ciò non toglie che questo suo articolo sia utile,

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Governo Lula: tagli alla spesa sociale, miliardi all’agrobusiness

Riportiamo due articoli di Izquerda Diario e del sindacato brasiliano CSP Conlutas sulla politica economica del governo Lula, presentato tuttora come “progressista” da certa sinistra, mentre è in realtà un governo alleato degli agrari, pronto a sacrificare servizi sociali, popolazioni indigene e tutela dell’ambiente ai loro interessi. Le borghesie dei BRICS, avide di profitti e sostenute dai loro governi, sgomitano per conquistarsi un posto al sole nel mercato mondiale sulla

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Elezioni in Venezuela: né i Maduro, né gli anti-Maduro. Per l’organizzazione indipendente dei lavoratori!

Le elezioni in Venezuela sono state seguite da diffuse proteste per brogli e da una sistematica repressione da parte del governo contro gli oppositori – oppositori per i quali, ovviamente, mai ha battuto il nostro cuore, sapendoli, come sono, la longa manus dell’imperialismo gringo ansioso di riprendere il pieno controllo del paese dopo un ventennio e più di chavismo e post-chavismo. Si è arrivati a queste elezioni in un clima

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Da Bolsonaro a Lula. Cosa succede in Brasile?

Proponiamo la traduzione di un articolo, tratto dalla rivista Esquerda Diario, che analizza il momento di transizione tra il governo Bolsonaro e quello a guida PT. Si ripercorrono le dinamiche tra forze politiche ed economiche che hanno fatto da base di sostegno a Bolsonaro (agribusiness, militari, chiese evangeliche) e il loro radicamento nei passati governi PT. Le ultime elezioni hanno evidenziato la forte polarizzazione politica del paese, tra un bolsonarismo senza Bolsonaro

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LULA NON RECIDE LE RADICI PROFONDE DEL BOLSONARISMO

Le elezioni in Brasile hanno confermato già dal primo turno la corsa a destra del paese e un maggior radicamento istituzionale delle forze reazionarie di estrema destra, sconfessando ogni prognostico. La vittoria di Lula non significa la sconfitta di Bolsonaro e del bolsonarismo. Sia il Senato che la Camera sono in mano alla destra di Bolsonaro. Il Senato viene occupato da 15 senatori affiliati all’ex presidente, guadagnando il primato come

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BRASILE, AMAZZONIA, MONDO, I MUNDURUKU HANNO DENUNCIATO l’INTERO SISTEMA

In Brasile, una minoranza amazzonica, i Munduruku, combatte per la sopravvivenza propria, del territorio, e dell’ecosistema, e denuncia con questo la violenza ed irrazionalità del sistema economico-sociale capitalista. Selvaggia corsa all’oro, massiccio sfruttamento delle risorse del suolo, delle risorse idroelettriche, deforestazione, interessi economici e politici e corruzione sistemica, violenta violazione dei diritti umani con l’attiva compartecipazione del potere politico interno e internazionale contrapposti alla concezione dell’equilibrio uomo-natura delle popolazioni autoctone

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Il ’populismo assistenziale’ di Bolsonaro

Il presidente brasiliano recupera popolarità grazie a un forte aumento della spesa per la lotta alla povertà. Ma questa politica “sociale” dovrà presto fare i conti con la recessione economica e la scarsità di risorse disponibili oltre che con le pressioni liberiste che arrivano dai suoi alleati.Se di fronte a un possibile ridimensionamento della spesa sociale e all’aumento dello sfruttamento la classe lavoratrice si accontenterà di quel poco che viene

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Gli indigeni in Brasile sotto attacco, oggi come ieri

La pandemia di Covid-19 ha colpito duramente le popolazioni indigene brasiliane, prive di assistenza, di mezzi di protezione, di strutture sanitarie, ma aperte ai contagi per la presenza delle sempre più frequenti incursioni di squadre al servizio dell’industria mineraria e agroalimentare e di chi altro è interessato a sfruttare le risorse di quelle terre. A fine settembre si contavano 28.500 casi di contagio e 443 morti, dato in grande difetto

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