Grecia, Brasile, Regno Unito: finalmente il proletariato batte qualche colpo in difesa del popolo palestinese!

Con grande ritardo, va detto, i proletari e le organizzazioni sindacali di diversi paesi del mondo stanno prendendo posizioni e varando iniziative di lotta a sostegno del popolo palestinese.

Ne segnaliamo le tre più recenti, invitando chi ci legge a mandarci altra documentazione (rinviamo ad altra occasione il commento a questi comunicati).

Dalla Grecia (non è certo la prima iniziativa dei portuali del Pireo, tra i primi – nel mondo – a mobilitarsi contro il traffico di armi per Israele)

Compagni,

il sindacato dei lavoratori portuali ENEDEP convoca una mobilitazione lunedì 14 luglio alle 06:30 presso i moli 2 e 3 del porto del Pireo.

Sorelle, fratelli, il nostro sindacato ENEDEP dichiara chiaramente: “I lavoratori portuali non diventeranno complici e non scaricheremo acciaio militare dall’Ever Golden!”. La nave Ever Golden, con il suo carico militare, ha destinazione finale in Israele e dovrebbe attraccare ai moli 2 e 3 del porto del Pireo lunedì 14 luglio alle 07:30. Si tratta di un carico che verrà utilizzato per continuare il massacro di civili, il bombardamento di ospedali, scuole, bambini, neonati e donne.

Il porto del Pireo NON è, e non permetteremo che diventi, un avamposto degli Stati Uniti, della NATO o dell’Unione Europea. Invitiamo la popolazione del Pireo, i colleghi portuali, il Centro del Lavoro, le associazioni studentesche, le altre organizzazioni di massa del movimento e i giovani a una mobilitazione di massa lunedì 14 luglio alle 06:30 presso il SEMPO di Neou Ikoniou (ΣΕΜΠΟ – Νέου Ικονίου) ai moli 2 e 3. Il nostro obiettivo è: bloccare di fatto lo scarico e impedire il trasporto di questo carico mortale. Non ci macchieremo le mani di sangue, non diventeremo complici e allo stesso tempo bersagli di rappresaglie.

La presenza di ogni compagno è fondamentale. Tutti insieme, sindacati, organizzazioni, popolo, uniamo le nostre voci contro la guerra e il coinvolgimento imperialista nel nostro Paese. L’attuale governo presumibilmente non era a conoscenza dello scandalo OPEKEPE (ΟΠΕΚΕΠΕ), ma sa benissimo che sta permettendo il trasporto di carichi militari destinati al massacro. Sono pericolosi e non si preoccupano delle conseguenze per il popolo greco, poiché l’unica cosa che gli interessa sono i profitti dei monopoli. Per noi, è dovere non permettere che il nostro porto si trasformi in uno strumento di una macchina da guerra contro civili disarmati.

Organizziamovi, mobilitiamoco, combattiamo! Appuntamento di lotta lunedì 14 luglio alle 6:30 del mattino. Libertà per la Palestina. Invitiamo TUTTI gli abitanti del Pireo a partecipare, per chiarire che la società e i lavoratori non diventeranno complici di crimini di guerra.

Con saluti di lotta, Il Consiglio del Sindacato dei Lavoratori Portuali, ENEDEP.

Dal Brasile (ne parliamo più diffusamente nell’articolo di oggi sul Brasile)

In Brasile sindacati come Sindipetro-RJ “stanno sollevando la campagna “Nemmeno una goccia di petrolio Petrobras per Israele!”, denunciando la complicità dello Stato e delle aziende. Ispirati dall’azione diretta dei lavoratori portuali greci, che si sono rifiutati di portare armi in Israele, i lavoratori del petrolio brasiliani dimostrano l’unica vera via: la forza della nostra classe per bloccare la logistica dell’imperialismo.

Nessuna parola ha valore mentre scorre il sangue palestinese, alimentato dal nostro petrolio. Dobbiamo andare oltre le parole e chiedere azioni concrete.

La fine immediata di TUTTE le esportazioni di petrolio e carburante verso Israele, sia dirette che tramite multinazionali.

La rottura di tutti gli accordi commerciali, militari e tecnologici con lo Stato sionista.

L’immediata cancellazione delle aste che cederanno la nostra sovranità energetica al capitale imperialista. Rinazionalizzazione al 100% della Petrobras sotto il controllo dei lavoratori, affinché la nostra energia sia al servizio del popolo, non della guerra e dei profitti di Wall Street.

La vera solidarietà significa interrompere il flusso che alimenta il genocidio. Non una sola goccia di più!” (da “Esquerda Diario”).

Dal Regno Unito

Eddie Dempsey, eletto di recente segretario del maggior sindacato dei trasporti britannico (il Sindacato Nazionale dei Lavoratori delle Ferrovie, Marittimi e dei Trasporti (RMT), ha espresso il suo sostegno al popolo palestinese il 14 luglio con queste parole:

“Il mio sindacato è solidale con il popolo palestinese… Dobbiamo porre fine al genocidio… Dobbiamo avere un’inchiesta sulla complicità del nostro governo nel compiere il più grande genocidio della storia moderna”.

L’approvazione da parte del suo uditorio di lavoratori è stata entusiastica (vedi video). Ora lo aspettiamo alla prova dei fatti, perché al momento non ci risulta nessuna azione contro le forniture di armi a Israele [l’unica azione di boicottaggio anti-guerra da parte di questo sindacato che ricordiamo è stata contro una petroliera russa all’inizio della guerra tra NATO e Russia in Ucraina – rispetto alla quale il TUC di cui il RMT fa parte è nettamente schierato pro Ucraina].