
Quando hai detto Unione europea, e poi ci aggiungi Kaja Kallas, hai detto tutto.
Da queste fonti puoi aspettarti ogni genere di menzogna, l’occultamento di qualsiasi crimine. L’ultima prova è data dall’esito dell’ennesima riunione in cui il 15 luglio i ministri degli esteri dei 27 paesi hanno discusso (o fatto finta di discutere?) dell’ipotesi di sospendere provvisoriamente l’accordo di associazione con Israele. Niente di niente, ovviamente!
Perfino la più istituzionale, la più compromessa (forse) di tutte le ong, in materia di “diritti umani” è sbottata: è “uno dei momenti più vergognosi nella storia dell’Unione europea“. Non è affatto vero, però, che in questo modo l’UE compia “un tradimento crudele e illegale della visione e del progetto europei, fondati sul rispetto del diritto internazionale e sulla lotta contro le pratiche autoritarie”, perché fin dall’inizio visione e progetto dell’Unione europea sono stati improntati alla vecchia, feroce tradizione coloniale, solo ripitturata in superficie con un linguaggio più accorto.
“Agli stati membri – informa il comunicato di Amnesty – sono state presentate dieci opzioni, tra cui la sospensione completa dell’accordo, la sospensione dei pilastri commerciali e/o di ricerca preferenziali, un embargo sulle armi, sanzioni contro i ministri israeliani, la sospensione del regime di viaggi senza visto per i cittadini israeliani nell’Unione europea o il divieto di commercio con gli insediamenti israeliani. Nessuna di queste opzioni ha ottenuto il sostegno necessario dei ministri degli Esteri.”. Dunque non solo le opzioni più decise e dannose per Israele, anche la più blanda ed insignificante di esse è stata esclusa. Con l’Italia di Meloni-Mattarella in primissima fila a difesa di Netanyahu e Israele.
Lo stato coloniale sionista non si tocca! Si tratta del nostro avamposto in Medio Oriente. L’avamposto della civiltà democratica occidentale che si specchia in pieno nel genocidio terroristico in atto – solo l’ultimo della sua lunga storia.
Ed ecco arriva la iena ridens Kaja Kallas, con tutto il rispetto dovuto alle iene, che dichiara: l’UE non procederà con sanzioni contro Israele, poiché “l’UE vede segnali positivi nella situazione degli aiuti nella Striscia“. Per l’UE, i cui membri forniscono allo stato sionista almeno il 35% delle armi necessarie allo sterminio a Gaza e alla pulizia etnica in Cisgiordania, l’obiettivo è “migliorare la situazione, non punire Israele”.
Ne dubitavate?