(Palazzo San Gervasio, 1880 – Buenos Aires, 1937), giornalista

Aderente alla frazione integralista di Oddino Morgari, equidistante da riformisti e intransigenti, collaborò all’«Avanti!» e a numerose testate socialiste locali; fautore del cooperativismo e dell’alleanza coi piccoli proprietari, fu ambiguo, spregiudicato e contraddittorio, passando più volte dall’appoggio ai rivoluzionari alle collaborazioni con gli ultrariformisti, anche sulla questione dell’intervento. Eletto deputato nel 1919, sostenne il governo Nitti. Mussolini lo chiamò “lercio basilisco”, ne scaturì un duello. Con l’avvento del fascismo subì numerose aggressioni e dovette emigrare a Parigi (dove fu attivo nella LIDU); nel 1930 collaborò a «Vogliamo!», rivista anarchica stampata in Svizzera dai fratelli Vella. Screditato negli ambienti del fuoriuscitismo, per questioni legate alla gestione fondi, Ciccotti si trasferì poi in Argentina.