(Omegna, 1902 – Luino, 1953), fruttivendolo, tornitore

Pochi giorni dopo la nascita del PCdI si scontrò una prima volta coi fascisti a Luino e venne arrestato per lancio di una bomba a mano (inesplosa). L’8 settembre 1924 subì una bastonatura da cinque fascisti a Varese; venti giorni dopo avvenne il “delitto Bagnati” al circolo ferrovieri di Luino; i fascisti si diedero alle devastazioni di circoli e delle sedi dei partiti rossi. Giuseppe Bagnati venne ucciso da fuoco amico (a sparare fu il fascista Emilio Croci, il colpo diretto a Lombi colpì invece il Bagnati), il giornale anarchico «Pensiero e Volontà» attribuì erroneamente lo sparo a Lombi, che era stato aggredito dal Bagnati perché portava un fazzoletto rosso. Lombi si rifugiò prima nel “casotto di Mamma Rosa” (era la casa di tolleranza di Luino gestita da Rosa Filè detta “Mamma Rosa”), poi nel podere Huber di Bedero Valcuvia, infine riparò in Francia; venne condannato a vent’anni di carcere in contumacia. La sua presenza in Francia, come quella di Giovanni Campeggi ed altri comunisti ricercati, venne rivelata alla polizia nel 1931 dal cognato Gino Salvi, spia fascista. In Francia lavorò all’armamento ferroviario con una “compagnia di Lavoratori stranieri” assieme a Giovanni Campeggi.
Viaggiava con mamma e me su un vagone. Una volta sono caduta e ho picchiato la testa sulla rotaia.
[Haydée Lombi]
Aprì in Bretagna un negozio prima di frutta e verdura e poi di altri generi alimentari sotto il nome di “Giuseppe Schedeli”; in seguito inviò la moglie Emilia Salvi e la figlia Haydée a Luino e andò a lavorare in Germania come tornitore. Rischiò di essere condannato come “sabotatore” da un uomo tedesco: faceva pezzi “sbagliati”, per delle modifiche fatte al suo tornio. Risolse il problema smontando pezzo per pezzo il tornio e trovando il pezzo manomesso; per questo motivo venne premiato con un aumento di stipendio, poi andò a cercare l’accusatore, quando lo trovò da solo lo riempì di botte. Fuggì dalla Germania viaggiando nascosto sotto un vagone di un treno dopo l’ennesima delazione di una parente.
È tornato clandestinamente in Francia nascondendosi sotto un carro ferroviario, ricongiungendosi con la mamma e me a Brest.
[Haydée Lombi]
Dopo la Seconda guerra Lombi tornò a Luino e aderì al PCInt; gestì un circolo con annesso un negozio di verdura in via Vittorio Veneto, usato dagli internazionalisti per le loro riunioni.
FONTI: testimonianze orali di Haydée Lombi (1927-2020), figlia di Guido; archivio PM