TRIVA, Virgilio

(Mantova, 1895 – Milano, 1974), verniciatore

 

Nel marzo 1921 partecipò alle riunioni dell’officina di via Casale, dove si discusse di attentati dimostrativi per la liberazione di Malatesta. Arrestato per la strage del Diana, venne prosciolto in Istruttoria con Restelli, Adolfo Capri e Romolo Polidori.

“Il teste Triva Ferdinando — imputato prosciolto — operaio, accompagnò, la sera del 23, il Perelli all’officina di via Casale, dove si svolgeva la famosa conferenza.
— Siete entrato nell’officina? — chiese il presidente.
— Qualche passo e poi sono uscito.
— Che cosa avete sentito?
— Si parlava di Malatesta.
— Chi avete visto?
— Fuori dell’officina c’era il Biagio Tosi e il Fabbro.
— E poi?
— Poi ci siamo allontanati, io, il Tosi, il Perelli, il Fabbro, senza aver partecipato alla riunione”.

Nel 1937 Triva favorì espatri clandestini e arruolamenti per la Spagna di sovversivi anarchici. Nel giugno 1938 venne accusato con l’anarchico trevigliese Giuseppe Papini, col cameriere Arturo Baronchelli e col cuoco Carlo Francesco Denari di aver affisso a Milano due mesi prima manifesti contro la visita di Hitler in Italia; venne condannato al confino (Ventotene).

 

FONTI: ACS-CPC; «Avanti!», 19 maggio 1922

FONTE IMMAGINE: archivio PM

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