FONTANA, Giovanni

(Pantelleria, 1902 – …), asse 1902, marinaio, autista, cassiere.

 

“Anarchico pericoloso”, entrò in confidenza con vari confinati che raggiungevano l’isola di Pantelleria. Nel 1927 espatriò in Tunisia; a Biserta lavorò come cassiere al caffè Commercio dell’anarchico Salvatore Valenza di Pantelleria. Fontana venne sospettato di
essere coautore di attentati contro il giornale «L’Unione» e contro la sede del Regio Consolato Generale di Tunisi.

In un rapporto di polizia è scritto che “si trasferisce a 15 km da Biserta, nella proprietà terriera del Dott. Alfonso Errera. Lì risiede, oltre a Giovanni, un numeroso gruppo di italiani, di sentimenti antifascisti, all’interno del quale Fontana gode di un forte ascendente”.

Arruolatosi nell’agosto 1936 nella Guerra civile spagnola, fece parte del commando (con Giobbe Giopp, Umberto Tommasini, Alfredo Cimadori) che nel 1937 tentò di minare le navi franchiste a Ceuta. Ma il 20 febbraio 1937 i membri del commando vennero fermati e incarcerati a Valencia da repubblicani filo-Comintern. La vicenda fu intricatissima, furono liberati a più riprese, Fontana tornò in libertà il 17 marzo. All’inizio del 1938 riuscì a varcare i Pirenei ed entrare in Francia, stabilendosi a Marsiglia e Parigi, sempre in contatto con sovversivi.

S’ignorano luogo e data di morte.

 

FONTI: ACS-CPC; S. Casano, Pantellerianotizie.it

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