Argentina (6) – L’ARGENTINA DI ONGANIA: I RETROTERRA DI UNA CRISI

Pubblichiamo il sesto di una serie di articoli sulla recente storia dell’Argentina I tentativi della borghesia argentina di mettere nell’angolo il peronismo – nel decennio che va dalla “Revolucíon Libertadora” dei militari (1955) ai governi “radicali” di Frondizi e Illia (1958-’66) – vanno rapportati al prevalere dei fattori internazionali sulla politica argentina. E’ una svolta importante, dopo l’”azzardo” tentato da Perón di far assumere al paese un ruolo intercontinentale decisamente

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Il capitalismo britannico cambia cavallo per non cambiare nulla. I lavoratori potranno accettarlo?

Le elezioni anticipate in Francia e Gran Bretagna, tra fine giugno e la prima settimana di luglio, preannunciano scossoni politici ma, a guardar bene, più di facciata che di sostanza: in Francia sarà il ballottaggio a decidere se il Rassemblement National di Le Pen otterrà la maggioranza in Parlamento; in Gran Bretagna è data per certa la vittoria dei laburisti dopo 14 anni di governo Tory. Quel che è certo

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Francia: tre proposte politiche, l’una più reazionaria e anti-proletaria dell’altra

Le elezioni anticipate in Francia a meno di un mese da quelle europee offrono tre alternative della stessa salsa nazionalista, e qualunque sarà il risultato il prossimo governo francese proseguirà sulla strada del riarmo e dell’economia di guerra. Riponiamo le nostre speranze non nella vittoria di un “nuovo fronte popolare” tutto interno al sistema, ma nella ripresa delle lotte sociali e nella presa di coscienza e mobilitazione internazionalista contro tutte

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Un passo dopo l’altro, verso lo scontro totale tra NATO e Russia – Tendenza internazionalista rivoluzionaria

Che la NATO e la Russia siano in guerra aperta dal 24 febbraio di due anni fa è perfino banale. Lo è almeno per noi che dal primo momento abbiamo sostenuto che quando si dice Ucraina, si deve in realtà leggere NATO – questo, per somma sventura delle ucraine e degli ucraini convinti (sono ogni giorno di meno) di stare combattendo una guerra per la propria auto-determinazione. Altrettanto banale è

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Gaza: i terribili numeri del genocidio, al 2 giugno (italiano – English)

Qui di seguito i terribili numeri, al 2 giugno, dell’operazione-genocidio messa in atto a Gaza dallo stato di Israele, con il totale sostegno di Stati Uniti, Italia, Unione europea, e l’altrettanto piena complicità dei paesi arabi rimasti a guardare lo “spettacolo”. La fonte è l’autorità di Gaza. STOP THE GENOCIDE NOW! (Red.) Gaza: i terribili numeri del genocidio al 2 giugno ◻️ 240, i giorni della guerra genocida ◻️ 3.247, i massacri

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Il riarmo giapponese (I)

I meno giovani ricordano quando, alla fine degli anni ’80, il Giappone irruppe nelle nostre vite sotto forma di auto e moto dal disegno aggressivo, i nostri adolescenti cominciarono a leggere i manga e i bambini passarono bruscamente da Tom e Jerry a Lady Oscar assorbendone la carica reazionaria. Romanzi e film di successo americani diffusero il panico da “pericolo giallo” dove il cattivo di turno non era più russo,

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Argentina (4) – LA CADUTA DI PERON

Venti di crisi Il periodo “glorioso” del governo peronista inizia a declinare agli esordi degli anni ’50 del secolo scorso. Non si può comprendere la crisi che investe il peronismo se non la si riconduce ai mutamenti del ciclo economico del capitale internazionale e all’affermarsi del predominio statunitense in Sudamerica; fenomeni che spiazzano quella “Terza Posizione” di cui Perón si è fatto interprete. J. E. Corradi (Op. cit.) parla del

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Congo, paradiso per gli sfruttatori, inferno per i lavoratori

La Repubblica Democratica del Congo[1] (RDdC) è probabilmente il paese africano più ricco per risorse minerarie, popolato da quasi 110 milioni di abitanti sparsi su un territorio grande quasi quanto l’intera Europa occidentale e secondo per dimensioni in Africa (dopo l’Algeria). Le sue risorse sono state e sono tuttora contese fra i principali paesi imperialisti, concupite dalle nazioni confinanti e al centro di appetiti tribali. A gestirle nominalmente un non-stato,

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Argentina (3) – IL REGIME PERONISTA

Una volta diventato presidente (febbraio 1946) Perón inaugura in Argentina una forma di “populismo nazionale di massa” che farà epoca. Ad essere esatti egli non è il primo in assoluto in America Latina (il Messico, per certi aspetti, cronologicamente lo anticipa di qualche anno col governo Cárdenas). E’ però il primo a guidare una siffatta “rivoluzione” nel paese capitalisticamente più sviluppato del continente Sud-Americano, dando ad essa un carattere “sistemico”.

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Israele diviso tra il fabbisogno di manodopera palestinese e la politica di pulizia etnica

Riportiamo la traduzione di un intervento di Assaf Adif, direttore esecutivo del sindacato israeliano MAAN che organizza lavoratori palestinesi in Israele e nei Territori Occupati, rivolto a rappresentanti europei, in cui chiede la riammissione di 200 mila lavoratori palestinesi della Cisgiordania in Israele e negli insediamenti israeliani della Cisgiordania, nell’edilizia, agricoltura e industria. Il punto di vista è quello dell’“interesse nazionale” israeliano ad avere forza lavoro a basso costo, e

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