
Contro i piani di guerra e di riarmo: sciogliere la NATO! Costruire un fronte proletario internazionalista!
Il piano ReArm Europe/Readiness 2030 varato lo scorso marzo dalla Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen, col quale si intendono mobilitare 800 miliardi di euro per la difesa attraverso le leve fiscali nazionali, prestiti per gli appalti congiunti, l’utilizzo dei fondi di coesione per la spesa bellica e, come ipotesi, finanche la creazione di una nuova banca europea per il riarmo, costituisce un salto di qualità senza precedenti negli ultimi decenni nella corsa alla guerra e al riarmo.
Dopo oltre 3 anni di macelleria interimperialista tra Nato e Russia sul suolo ucraino, e un anno e mezzo di genocidio sionista del popolo palestinese, è sempre più evidente che siamo entrati in un’era di scontro frontale tra le principali potenze (USA, UE, Cina, Russia, India) per l’egemonia e la spartizione dei proventi derivati dal saccheggio delle risorse dei paesi dipendenti: uno scontro che tende sempre più a coinvolgere direttamente le stesse potenze regionali (Iran, Turchia, Pakistan, ecc.) e che apre la strada a uno scontro militare aperto tra potenze nucleari.
Questa impetuosa corsa al riarmo sta già producendo i suoi effetti devastanti sulle vite dei proletari e delle masse oppresse ai quattro angoli della terra: centinaia di migliaia morti sui teatri di guerra e di genocidio, peggioramento delle condizioni di lavoro, salariali e di esistenza in tutto l’occidente a causa dei tagli alla spesa sociale e all’attacco frontale ai diritti e alle agibilità delle lotte e del dissenso sindacale e sociale.
In Italia il DL sicurezza da stato di polizia varato dal governo Meloni, l’ondata repressiva scatenata contro gli scioperi operai, le lotte contro la crisi climatica, la militarizzazione del sapere ed il movimento di solidarietà con la resistenza del popolo palestinese, sono il segno tangibile di come lo stato borghese tenda alla “tolleranza zero” verso ogni forma di dissenso sotto la spinta dell’economia di guerra.
Come accadde alla vigilia dei due conflitti mondiali del secolo scorso, la tendenza alla guerra procede di pari passo con la crisi dell’ordine capitalista internazionale, e si accompagna alla crescita esponenziale di partiti e movimenti nazionalisti e razzisti: l’affermazione in grande stile del duo Trump-Elon Musk negli Usa non fa che completare un mosaico che dall’Europa all’ Argentina di Milei vede quasi dappertutto l’avanzata di forze apertamente reazionarie come conseguenza e contraltare del fallimento rovinoso delle politiche liberiste, antiproletarie e guerrafondaie portate avanti negli ultimi decenni dai governi liberali.
Credere alla favola secondo cui le destre sovraniste fermeranno la corsa verso il baratro è da illusi: il fallimento della “pax trumpiana” sul fronte ucraino e il conflitto sempre più aperto tra USA e Cina (per ora solo commerciale) ne sono la dimostrazione.
L’aumento delle spese militari porterà inevitabilmente a nuovi tagli alla spesa sociale (sanità, scuola, trasporto pubblico, ecc.) in un contesto reso già drammatico dal crollo inarrestabile dei livelli salariali e dal dilagare di precarietà e disoccupazione.
È questo il contesto storico in cui si inserisce il vertice degli alti funzionari Nato che si terrà il 26-27 maggio per discutere di “sicurezza nel Mediterraneo”, ed è questo contesto di guerra interna ed esterna a far si che un tale evento costituisca una vera e propria provocazione per le migliaia di proletarie e proletari, i quali finora sono stati carne da macello dei padroni, del loro stato e dei loro governi, e che nelle loro intenzioni saranno la carne da cannone da sacrificare nelle loro guerre.
La NATO ha costituito per decenni il gendarme mondiale dell’ordine capitalista a guida statunitense, in nome del quale sono stati perpetrati massacri di intere popolazioni (Iraq, ex Jugoslavia, Afghanistan), e oggi rappresenta ancora il principale braccio militare dell’occidente e dell’Europa, utile ad alimentare la guerra per procura in Ucraina e la mattanza dei palestinesi a Gaza: è ora di mobilitarsi in massa per il suo scioglimento!
Per questo riteniamo che il 26 maggio sia necessario scendere in piazza dando vita a uno spezzone proletario, anticapitalista e Internazionalista capace di gridare con forza il proprio totale disprezzo nei confronti dell’escalation guerrafondaia e genocidiaria promossa dall’imperialismo USA-UE che ha nella NATO il suo principale braccio militare, e ribadire che solo la lotta e il protagonismo diretto degli sfruttati, fuori e contro ogni pantomima istituzionale ed elettorale, può costituire l’antidoto ai piani di guerra, riarmo e stato di polizia.
PACE TRA GLI OPPRESSI, GUERRA AGLI OPPRESSORI!
FERMIAMO RIARMO, GENOCIDIO, STATO DI POLIZIA
Libertà per Tarek: il 5 ottobre c’eravamo tutti/e
Anan, Alì e Mansour liberi subito
Lunedì 26 maggio manifestazione contro il vertice NATO a Napoli. Concentramento Piazza del Gesù ore 16.30
Aversa con la Palestina
CSOA Spartaco Santa Maria Capua Vetere
Laboratorio Politico Iskra
Movimento di lotta “Disoccupati 7 novembre”
Si Cobas Napoli, Caserta e Salerno
Tendenza internazionalista rivoluzionaria