L’inarrivabile infamia delle borghesie arabe – la dichiarazione di Doha

Proprio nel giorno in cui il governo Netanyahu proclamava con l’orgoglio dei killer impuniti che avrebbe bruciato Gaza, scatenava i più violenti bombardamenti mai avvenuti su Gaza City e vi faceva entrare i suoi carri (con e senza militari) per cancellarvi ogni traccia di vita, il solenne vertice arabo-islamico di Doha dava l’ennesima prova dell’inarrivabile infamia delle borghesie arabe e islamiche. Potete leggerne sotto la bozza di dichiarazione finale (che

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La provocatoria ipocrisia dell’ONU che vota per lo “stato palestinese” accanto ad Israele, rigorosamente disarmato e governato da altri stati

Alla vigilia dell’operazione genocida “soluzione finale – bruciare e spianare Gaza City”, non poteva mancare la voce dell’ONU. Ed ecco, puntuale, è arrivata con l’approvazione della risoluzione predisposta da tempo dalla Francia di Macron (alla disperata ricerca di una ribalta perduta per sempre) e dall’Arabia Saudita di Bin Salman. Risoluzione approvata, naturalmente, anche da alcuni tra i massimi sostenitori storici di Israele (tra cui l’Italia) che cercano ora di prendere,

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I proclami ferocemente sterministi di Israele – nel silenzio generale (e con il sostegno aperto) dei suoi complici, o mandanti

Pubblichiamo qui di seguito, senza commento, i proclami apertamente sterministi con cui i capi sionisti stanno accompagnando i bombardamenti terroristici di questi ultimi giorni sulla popolazione di Gaza. Bombardamenti che vengono dopo la rottura unilaterale dell’accordo di tregua, nel silenzio generale dei suoi complici e mandanti, e nei toni bassi, o bassissimi, non solo degli infami regimi borghesi arabi, ma anche dei regimi che continuano a coltivare un anti-americanismo di

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La caduta di Assad per mano delle milizie islamiste è la liberazione del popolo siriano? Ci sono molte ragioni per dubitarne

Con una rapidità che ha del sensazionale il regime di Assad è crollato. Venuto meno in sequenza il sostegno di Hezbollah, dell’Iran e da ultimo della Russia, il suo apparato di potere si è disfatto come neve al sole anche nella sua roccaforte storica Damasco, che ora è nelle mani dell’HTS e dei suoi alleati. Questo tracollo conferma l’analisi di quanti, come noi, sostengono da un decennio che Bashar al-Assad

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Elezioni in Venezuela: né i Maduro, né gli anti-Maduro. Per l’organizzazione indipendente dei lavoratori!

Le elezioni in Venezuela sono state seguite da diffuse proteste per brogli e da una sistematica repressione da parte del governo contro gli oppositori – oppositori per i quali, ovviamente, mai ha battuto il nostro cuore, sapendoli, come sono, la longa manus dell’imperialismo gringo ansioso di riprendere il pieno controllo del paese dopo un ventennio e più di chavismo e post-chavismo. Si è arrivati a queste elezioni in un clima

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Perché in un singolo Paese come il Sudan si concentrano tali e tante rivalità interimperialiste?

PCT Togo, 21/08/2023 “I capitalisti si spartiscono il mondo non per la loro speciale malvagità, bensì perché il grado raggiunto dalla concentrazione li costringe a battere questa via, se vogliono ottenere dei profitti.” Questa citazione costituisce la spina dorsale delle idee sviluppate dal rivoluzionario russo Lenin nel suo libro “L’imperialismo, fase suprema del capitalismo”. In quest’opera, Lenin spiega, con precisi fatti economici, che il capitalismo del XIX secolo è caratterizzato

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Dietro il sipario della Coppa del mondo, lo sfruttamento e il sangue degli immigrati

Il 20 novembre è iniziato il grande spettacolo, la Coppa del mondo di calcio 2022 a Doha, Qatar. Il palcoscenico è spettacolare, è stato preparato con ciclopiche opere infrastrutturali durate un decennio. L’insieme dei progetti lanciati nel paese in vista dei Mondiali è calcolato in 300 miliardi di dollari, di cui oltre 200 legati all’evento sportivo. È stato costruito un nuovo aeroporto, una rete metropolitana e stradale, sette nuovi stadi

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Arabia Saudita: prove di egemonia regionale
I vertici anti-Iran

Fra il 30 maggio e il 2 giugno il governo saudita ha riunito una folla di leader arabi e mussulmani. Uno dopo l’altro si sono tenuti 2 vertici “di emergenza”, quello della Lega Araba (22 membri) e quello del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Gcc – 6 membri), appena prima di quello annuale dei 57 Paesi membri della OIC (Organizzazione della Cooperazione islamica ).[1] L’OIC si è riunita sui temi

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Tripoli bel suol d’orrore

L’offensiva militare avviata dal “generale Haftar” mette allo scoperto un illuminante spaccato delle relazioni internazionali (e interimperialistiche) che smentisce i luoghi comuni e gli schemi preconfezionati, evidenziando l’assenza di un fronte proletario internazionalista. Doveva esserci una “conferenza di pace” a Ghadames sotto l’egida ONU per arrivare a un governo di unità nazionale. Ma la parola l’hanno presa, in anticipo di una settimana, le armi con l’armata di Haftar lanciata alla

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Nuove scommesse italiane sulla Libia

Non c’è alcun dubbio sul permanere degli interessi italiani in Libia, interessi economici e geopolitici. E non c’è alcun dubbio che qualsiasi governo, di qualsiasi orientamento politico, ne debba tener conto. Vale la pena di fare un aggiornamento dopo il summit di Palermo. Nei primi mesi il governo pentastellato si è limitato a una monotematica comunicazione mediatica, forzando l’attenzione sul tema degli immigrati che dalla Libia “invadevano” l’Italia nell’indifferenza degli

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