L’inarrivabile infamia delle borghesie arabe – la dichiarazione di Doha

Proprio nel giorno in cui il governo Netanyahu proclamava con l’orgoglio dei killer impuniti che avrebbe bruciato Gaza, scatenava i più violenti bombardamenti mai avvenuti su Gaza City e vi faceva entrare i suoi carri (con e senza militari) per cancellarvi ogni traccia di vita, il solenne vertice arabo-islamico di Doha dava l’ennesima prova dell’inarrivabile infamia delle borghesie arabe e islamiche.

Potete leggerne sotto la bozza di dichiarazione finale (che non ci risulta essere stata modificata) in cui pressoché tutto è concentrato sul Qatar mentre, per quel che riguarda la Palestina e il popolo palestinese, la dichiarazione si limita ad invitare gli stati a “prendere tutte le misure legali ed efficaci possibili per impedire a Israele di continuare le sue azioni contro il popolo palestinese”. Cioè: nulla. Anzi, nulla di nulla, dal momento che nessuna misura è in cantiere di nessun tipo, come risulta dal fatto che perfino la chiusura dello spazio aereo ai voli israeliani è stata esclusa. Neppure presa in seria considerazione, poi, l’altra misura a cui avevano accennato alcuni giornali arabi: la riduzione dei forti legami economici degli stati arabi con Israele. Cosa???

Addirittura provocatorio suona, in questo contesto, l’appoggio dato a “Qatar, Egitto e Stati Uniti” perché portino avanti gli “sforzi di mediazione”. Gli sforzi di mediazione degli Stati Uniti, che hanno inviato il proprio ministro degli esteri Rubio a sacralizzare l’avvio della “soluzione finale” per gli abitanti della striscia di Gaza? Leggete le dichiarazioni di quest’altro macellaio rilasciate accanto a Netanyahu: “gli Stati Uniti reiterano il proprio risoluto sostegno (“unwavering support”) ad Israele e denunciano quelli di Hamas come barbari animali (“barbaric animals”). Il popolo di Gaza merita un miglior futuro, ma un futuro migliore per loro non può cominciare fin che Hamas non sarà eliminato“. Comincerà, quindi, solo dopo la totale distruzione di Gaza, e sotto comando sionista.

Un autentico mediatore, non c’è che dire.

Quanto all’Egitto, è universalmente noto che è stato il primo dei paesi arabi a concludere con Israele “accordi di pace” che includevano la libertà, per Israele, di massacrare senza limiti il popolo palestinese e spossessarlo un po’ alla volta di tutta la propria terra. Ed è più che mai fermo in tale vile collocazione.

Alla vigilia del vertice di Doha, la dirigenza di Hamas aveva rivolto un appello alla gang di Doha, rinnovando un’illusione dura a morire, e cioè che possa esserci una vera comunanza di interessi tra le classi borghesi sfruttatrici e parassitarie che dominano i paesi arabi e le masse sfruttate e oppresse del mondo arabo-islamico, di cui le masse palestinesi sono il simbolo. Altre volte, da questa stessa dirigenza, e soprattutto dai comandi della resistenza, era giunta un’aperta critica, e perfino una furiosa maledizione verso questi governanti prostituiti all’asse Israele-Stati Uniti, o comunque, anche se un passo dopo l’altro, orientati a smarcarsi dagli Usa per intrattenere buoni rapporti con la Cina, la Russia e i Brics, sempre indisponibili a sostenere realmente la causa palestinese.

Tuttavia, nonostante le incessanti smentite, questa illusione ritorna, anche per l’insufficiente forza del pur largo moto di solidarietà alla resistenza palestinese nelle metropoli imperialiste, soprattutto per la perdurante stasi del proletariato di queste metropoli. Ma qualcosa, benché con terribile ritardo, comincia a muoversi. E aiuterà i coraggiosi militanti della causa palestinese a liberarsi per sempre dal mito ingannatorio dell’unità della “nazione araba” o della “umma” islamica.

Dichiarazione del Vertice Arabo-Islamico di Doha (bozza):

– Riaffermare il sostegno assoluto al Qatar, alla sua sicurezza, sovranità e alla sicurezza dei suoi cittadini.

– Sottolineare il dovere collettivo di rispondere all’aggressione israeliana in difesa della nostra sicurezza comune.

– Condannare l’attacco israeliano al Qatar come un attacco a tutti i paesi arabi e islamici.

– Sottolineare che l’aggressione contro il Qatar mina gli sforzi diplomatici per ristabilire la pace.

– Respingere fermamente qualsiasi tentativo di giustificare l’attacco israeliano al Qatar con qualsiasi pretesto.

– Condannare le ripetute minacce israeliane di colpire nuovamente il Qatar.

– Sottolineare la necessità di un’azione internazionale per fermare le aggressioni israeliane nella regione.

– Sostenere gli sforzi di Qatar, Egitto e Stati Uniti per fermare l’attacco a Gaza.

– Chiedere di opporsi ai piani di Israele di imporre una nuova realtà nella regione.

– Condannare qualsiasi tentativo israeliano di sfollare forzatamente il popolo palestinese con qualsiasi pretesto.